Ago 25, 2009 - Tradizioni    6 Comments

Il Gobbo di Rialto e il Palazzo dei Camerlenghi

270px-Palazzo_dei_Camerlenghi.jpgCi troviamo a S. Polo, abbiamo appena attraversato il Ponte di Rialto, lasciandoci alle spalle il fondaco dei Tedeschi. Scendendo il ponte, che curiosamente utilizza tre file di gradini una diversa dalle altre, per cui ci può salire o scendere con un passo più ampio, con una piccola pausa ogni tre pedate più ampia, e  altre due, con piccoli passi stretti e cadenzati. Scendendo dal ponte quindi, li dove inizia il fantastico mercato delle verdure e del pesce di Rialto, ecco che incontriamo, sulla facciata del Palazzo dei Camerlenghi ( Lombardo) in Riva del Vin,ora sede del Tribunale di Venezia.  tre capitelli curiosi legati, nella loro storia, alla sfiducia dei veneziani che quel capitelllo 1.jpgponte, che prima era in legno, sarebbe stato poi ricostruito in pietra d’Istria.

capitelo 2.jpgPer costruirlo ci vollero tre anni, dal 1588 al 1591) e  le fondamenta , costituite da circa 10.000 palafitte per cui  che per raccogliere i fondi allora necessari all’opera (250.000 ducati) fu costituita una lotteria.

Lasciandoci il ponte alle spalle ci troviamo così nell’isola del Rio Alto, il cuore imagesCA7CO2MA.jpgeconomico dell’antica Serenissima.

Qui un tempo si trovavano cambisti, mercanti di tutti i paesi e si scambiavano diverse merci incredibili, dalle stoffe di Fiandra, agli scialli, agli abiti, alle tende di seta, ai profumi , i balsami orientali, il muschio, il sandalo, l’incenso e le spezie preziose.

Sotto i portici c’erano gli orefici che trattavano turchesi, smeraldi, cristalli di rocca, lapislazzuli ecc.

imagesCA7TO92Z.jpgA tutte queste merci si aggiungevano  le verdure , la frutta, il pesce, le gabbie con i polli, insomma possiamo immaginarci cosa significava aggirarsi tra quei profumi, quei colori povenienti da ogni angolo del mondo.

Ancora oggi ci troviamo avvolti in queste medesime sensazioni aggirandoci tra le bancarelle, inspirando i profumi delle verdure dell’estuario come le castraure (piccolissimi carciofi amari e saporiti),e zucchine minuscole con il fiore, tutte provenienti da S. Erasmo.

imagesCA7ZC599.jpgSe poi, alla fine delle bancarelle guardiamo alla nostra sinistra ecco la chiesa che viene considerata la più antica di Venezia, dedicata a S. Giacomo.

imagesCA9CP526.jpgimagesCAFSXJYW.jpgSi parla di una prima costruzione nei pressi del Rio Alto  intorno al V° secolo, legata ai primi insediamenti. L’edificio attuasle risale all’XI°, XII° secolo, poi subì diversi interventi di restauro.

Sulla facciata un grande orologio (1410) sovrasta il portico gotico tipico delle Chiese antiche.

Di fronte troviamo la colonna del bando , chiamata il Gobbo di Rialto, così detta per la struttura che regge i gradini.

imagesCAGJ545I.jpgSi tratta di una colonna di porfido portata a Venezia da Acri nel 1291,

imagesCAS2X2YP.jpgLa scaletta che porta alla sua sommità serviva agli araldi per leggere le condanne  e la lista dei cittadini messi al bando è sostenuta da una statua ricurva  per cui la sua inconsueta posizione fu chiamata il Gobbo.

Durante il Medio Evo i ladri erano condannati a correre nudi da San Marco a Rialto tra due file di gente che menava frustate.

La colonna del Gobbo era quindi considerata il traguardo  e costituiva la fine del tormento, al punto che, arrivati alla colonna i delinquenti la baciavano e l’abbracciavano.

imagesCA153PDZ.jpgimagesCAVOX74J.jpgS. Giacomo za Rialto.jpgA metà del 500 invalse l’uso di appendere alla colonna poesie satiriche e libelli contro il degenerare dei costumi dello Stato e del Clero. Assieme al “Sior Rioba” in Campo dei Mori alla Madonna dell’Orto, il Gobbo diventò una sorta di Pasquino veneziano

 

Il Gobbo di Rialto e il Palazzo dei Camerlenghiultima modifica: 2009-08-25T17:25:00+00:00da pierapanizzuti
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6 Commenti

  • Piera ciao toccata e fuga,lo sai perche.Palazzo Camerlenghi 1525(Lombardo?) chi?Pietro il padre mori nel 1515, i figli non mi sembravano all’altezza.Sei grandiosa ciao luciano

  • Piera ciao lo sai che non dovrei,ma è piu forte di me,quindi devo leggere e scivere a rate. Il palazzo dei Camerlenghi non è in riva del Vin ma in Naranzeria.Scusami ti voglio bene luciano.(sto ancora aspetttando la chiamata da Milano) alla prossima

  • Hai ragione, non è il Lombardo l’architetto che ideò il palazzo dei Camerlenghi, ma un suo allievo, Guglielmo de Grigi il Bergamasco, che superò il maestro, in quanto il palazzo è considerato la perla dell’architettura rinascimentale di Venezia. Quando io poi l’ho collocato nella riva del vin, intendevo da quella parte del Canal Grande, anche perchè la facciata che si nota di più, e che da sul Canal Grande, da sulla Fondamenta dell Prison. Comunque sia, a onor del vero ti spiego il motivo delle mie “leggerezze” in quanto, in quel post, volevo dare più importanza all’insieme che ad altro, ma come dici tu: bisogna dare notizie precise; grazie, e sono felice di sentirti in piena forma. Buona giornata, Luciano. Giusto ieri sono tornata anch’io da MIlano, per le mie cure, e mi spiace non averti scritto subito, ma il caldo, il viaggio, le terapie, mi hanno costretta ad aspettare un giorno. Sai che sono sempr eocntenta di sxewntorti. Buona giornata e spero a presto!! Con affetto, ciao, Piera!!!

  • Scandendo dal ponte di rialto e lscindolo alle spalle la chiesa di San Giacometo si trova sulla destra e non sulla sinistra.

  • c’è un po’ di confusione, se tu parti da S.Polo per andare a Rialto e poi alla chiesa e al gobbo di Rialto, non devi attraversare il ponte di R., se tu invece parti dal campo SS.Apostoli costeggi il fondaco dei Tedeschi attraversi il ponte di Rialto e costeggiando il mercato e la pescheria arrivi alla chiesa e al gobbo

  • di certo ti è sfuggito il fatto che il mio arrivo è al sestier di S. Polo arrivando, lasciandoci alle spalle, il fondaco dei Tedeschi..per cui c’è stato un fraintendimento. Da quelle parti io sono nata, (esattamente a Cannaregio). Probabilmene mi sarò spiegata male, ma mi sembrava chiaro! comunque sia, un saluto affettuoso, ciao, Piera.

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