Furatole ed antiche Osterie Veneziane

TN_bacari17.jpgVino ed osterie fanno parte delle più antiche tradizioni veneziane. Già nel 42 a.c. quando nacque l’attuale Concordia Sagittaria si coltivava la vite, non solo in collina ed in pianura, ma anche in Piazza S. Marco.ma venivano addirittura importati vini provenienti dalla Grecia, come il Cipro, l’Aleatico, lo Scrupolo, Samos, e dall’Epiro la Malvasia.

Vi erano però diverse tipologie di osterie o taverne, come i Magazeni, i Bastioni e le Furatole.

Queest’ultime erano oscuri stambugi, male illuminati da un lumicino ad olio, specie di bottegucce dei luganegheri (i pizzicagnoli)dove la sera i popolani si riunivano in una mensa comune dove veniva servita minestra e pesce fritto, ma non veniva servito vino.

imagesCAZCNIOD.jpgI bastioni erano cantine infime doveva veniva smerciato un vino di pessima qualità.

Nei  magazeni, oltre che ad ospitare, specialmente la sera operai e gondolieri, ognuno col proprio bocaleto davanti, venvano svolti anche altri servizi:I popolani che non volevano rivolgersi al Monte di Pietà, dove ottenere un prestito era molto complicato, trovavano nei proprietari di questi magazeni un aiuto per loro disastroso dando ad essi effetti in pegno, ritraendone due terzi in denaro ed un terzo in pessimo vino, chiamato anche: vino da pegni.

C’erano infine le Osterie vere e proprie (chiamate bacari) frequentate ed apprezzate da uomini di cultura come Goldoni,  Stendhal, Wagner.

imagesCA03GQC4.jpgOggi, di osterie autentiche ne sono rimaste ben poche: i veri bacari in genere sono poco appariscenti, spesso riconoscibili per un’insegna che ricorda un fatto od un oggetto particolare.

All’interno l’arredamento è essenziale: un bancone, alcuni tavoli, le botti da cui spillare il vino al momento. Alle pareti sono appesi pochi quadri o vecchie foto o come nel caso dell”Osteria Enoteca al Volto” le etichette di vini provenienti da tutto il mondo.

Qui si gioca a carte, briscola, scopa, tressette, bevendo appunto un’ombra di vino, chiamata così perchè era consuetudine per gli operai, in estate, consumare il proprio magro pasto all’ombra di qualche albero o di un riparo, bevendo, per ristorarsi, un buon bicchiere di vino.

TN_bacari22.jpgNel cuore di Rialto, all’Osteria ai do Mori, o alla ” Cantina do Spade” si continua a gustare il proprio goto dei vin, come già ai tempi di Casanova, quando le frequentava con le allegre ragazze del ponte delle Tette.

imagesCAWD6C1H.jpgimagesCAZZRI4M.jpgAll’Osteria Antico Dolo si può gustare la famosa tripa rissa, trippa bollita con aromi, servita calda con un pizzico di sale. e poi  un salto al Mascaron, che prende il nome dal mascherone inquietante che si trova alla base del campanile di S. Maria Formosa.

imagesCAO20CGI.jpgimagesCAKE1GJJ.jpgimagesCAEQLXY8.jpgPer cui un assaggio di Sarde in Saor, l’uovo sodo con l’acciughina, la seppia fritta, la polpetta di carne alla veneziana, preparata con carne bollita, patate ed aromi e poi fritta, baccalà servito con la polenta abbrustolita..un godimento di sapori e di assaggi gustati con un’ombra ed una buona compagnia.

 

Furatole ed antiche Osterie Venezianeultima modifica: 2009-10-09T12:09:00+00:00da pierapanizzuti
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11 Commenti

  • fin che c’e’ salute è bene frequentarle

  • concordo!

  • osterie nel 1700 erano alberghi e non baccari

  • Mi spiace ma non sono d’accordo: c’erano osterie o bacari ed anche alberghi (si scrive bacaro).

  • l’osteria alla campana a rialto nel 1513 era di propieta’ di marino sanuto ed occupava il 1 2 3 piano di detto stabile e, era composta di 12 camere. in tutta venezia fino alla sua caduta di osterie(alberghi) ne esistevano circa 17 invece di baccari ce’ nerano un centinaio kiedo venia x le 2c ma a me suona lo stesso bene mi a fatto piacere leggere la sua risposta la prego non ci facciamo guerra con amicizia luciano

  • Mi ha fatto piacere rileggerti e non ho alcuna intenzione di farti guerra, anzi, spero che tu abbia la voglia e l’opportunità di continuare a comunicare con me. Più se ne sa e meglio è! com amicizia anche da parte mia, Piera

  • Piera se cominci a organizzare gite guidate io vengo a Venezia!
    Ciao!

  • Mi hai dato una buona idea! comunque sarebbe un piacere fare da cicerone a te ed ai tuoi amici casomai ti andasse di visitare questa città, che amo profondamente e che, proprio per sua natura, nasconde in ogni suo angolo un personaggio del passato, quasi un immergersi in un’altra realtà…. Ti ringrazio e ti saluto con affetto, Ciao, Piera

  • Come sempre ben presentato, oggi, almeno in terra ferma si riaprono i “bacari”, qui in provincia di Padova ne stanno aprendo almeno tre. Si potranno trovare solo tipicità “venete” in senso lato, cioè potremo gustare, per esempio, anche il “fricò”, friulano ora, ma veneziano di Aquileia, e vini di tutto il mondo. Unica mancanza in questa galleria e mancanza nella realtà, per assurdità burocratiche, le “frasche”. L’ultima l’ho vista sul Collio una decina d’anni fa. Grande sarebbe l’dea di gite, tematiche, con la tua guida. Ciao Piera e ciao agli amici di Venezia.

  • Mi dai troppo onore per propormi come guida per gite tematiche. Comunque sia sono felice di conoscerti, prima di tutto, e di poterti salutare sperando che tu continui a seguire il mio blog,. naturalmente se lo trovi interessante. Un saluto affettuoso, ciao, Piera

  • Dubito che nel 42 a.c. si coltivasse la vite in Piazza S. Marco, che, ovviamente non poteva essere una piazza (tra l’altro S. Marco non era ancora nato). E’ più probabile che che ci fossero vigneti a “le Vignole”, conosciuta come Isola delle Sette Vigne, o all’esterno della laguna, come a Malamocco, a ridosso del mare, dove era possibile vivere anche di pesca e di traffici marittimi. Metamauco, è stato uno degli insediamenti più antichi della Laguna di Venezia e affonda le proprie radici nell’epoca romana. In quel periodo rappresentava il porto di Padova, cui era direttamente collegata, trovandosi sulle foci del Medoacus Maior, il vecchio corso del Brenta, quello delle ville palladiane. L’osservazione nulla vuole togliere alla suggestiva storia dei Bacari e delle Frasche. Queste si, c’erano in piazzetta San Marco e sotto la loro ombra i barcaioli si andavano a ristorare: da qui, “ombra” sta per sorso ristoratore.

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