Seduzioni, intrighi e veleni: Bianca Cappello, da cortigiana veneziana a Granduchessa di Toscana

prima parte..

200px-Palazzo_di_bianca_cappello%2C_graffiti_03.jpgCorreva l’anno 1827 ed il tipografo Vincenzo Betelli stava facendo ristrutturare il palazzo di Bianca Cappello,in via Maggio n° 26 nel quartiere di Oltrarno a Firenze, di cui era venuto in possesso. Con l’abbattimento di un muro emersero documenti, che vagliò accuratamente e che tenne per sè perchè politicamente intriganti, ed  un quaderno di ventidue pagine, scritte di proprio pugno dalla Granduchessa Bianca Cappello, moglie e vedova del Granduca Francesco de Medici, un diario..

Immediadamente il tipografo si appassionò alla storia di questa donna:

Bianca Cappello nacque a Venezia nel 1543 da Bartolomeo Cappello, nobiluomo di un ramo cadetto dei Cappello, Bianca Cappello 5.jpgil doge Andrea Gritti.jpge da Pellegrina Morosini. Il padre la detestava, legatissimo com’era al figlio Vittorio,  mentre la madre, resasi conto  dell’ingiustizia del marito, aveva cercato di mettere da parte una dote per la figlia.

Ben presto però Pellegrina s’ammalò e morì. Bartolomeo si risposò con Elena Grimani, sorella del Patriarca di Aquileia, e con il suo sostegno cercò di rinchiudere la dodicenne e bellissima Bianca in convento. Di lei si prese cura la zia, sorella del doge Andrea Gritti, che, rimasta vedova, era tornata a vivere nel palazzo di famiglia. -“Ella rimase incantata dal mio brio, dai miei fanciulleschi e dolci gesti” così raccontò la Cappello nel suo diario.
 E allo scopo di avviarla ad una vita più brillante l’anziana donna riceveva ogni sera la nipote ( di nascosto dal padre), facendola prelevare da una gondola, per poi farla ritornare al mattino presto, e cercò di darle un’istruzione perfetta per una gentildonna dell’epoca.

Palazzo Gritti a Venezia.jpgPalazzo Cappello.jpgAllo scopo riceveva ogni sera quattro giovani fiorentini, che avevano abbandonato la loro città perchè nemici di Cosimo dè Medici, rifugiandosi a Venezia, città nemica e rivale.Essi furono caldamente raccomandati alla sorella dell’ex Doge Gritti dal Vasari: erano Pietro Giordano Balzoni, Cesare Vecellio ( allievo di Tiziano) Verdizzotti (amico di Tiziano) e il più “segnalato” Pietro Bonaventura, rampollo di una famiglia di Banchieri fiorentini.

La ragazza, bellissima, elegante, d’animo gentile e dotata di naturali doti, frequentò ogni sera Bianca Cappello 0.jpged ogni notte il salotto della vegliarda, legata al dogado, sensibile ed astuta donna di stato. Tra gli amici e frequentatori della giovane, divenuta ormai “cortigiana onesta”c’era lo stimato nobiluomo Alvise Zorzi.

La fanciulla, ormai quattordicenne, bella, avvezza alle vicende di mondo, convinta di poter coltivare velleità letterarie e poetiche, venne irretita dalla bellezza e dalla corte intensa di Pietro Bonaventura.

Purtroppo la morte della zia Gritti costrinse la giovane a rinchiudersi in casa, ricevendo, con la complicità della sua governante, chiamata “Cattina” il suo amante..e fu a questo punto che il nobiluomo Alvise Zorzi convinse lei ed il suo Pietro a fuggire da Venezia, per andare a Firenze.

Bianca Cappello 2.jpgNel frattempo il Bartolomeo, dopo aver parlato con lo Zorzi, si era in qualche modo ammorbidito con la figlia, e non la minacciò più di rinchiuderla in convento, per cui la giovane poteva sognare un futuro diverso tra le braccia del suo amante. Ed una giorno il Cappello si dovette assentare da Venezia, per particolari impegni, e la sera stessa della partenza, con l’aiuto e la collaborazione del nobiluomo  i due giovani si accordarono per la fuga. Ignara di essere uno strumeno della Repubblica, incantata dall’amore la giovane Bianca così racconta la sua fuga:

“Lascio una lettera a Cattina che dormiva nel suo letto, ed accompagnata dal servo mi avvio all’approdo: qui trovo  Pietro che mi conduce alla porta del Canal,  e mi fa entrare in gondola, che parte all’istante. Giungevamo presso S. Giorgio Maggiore quando l’orologio della Piazza suona le nove ore.

gondola coperta.jpggondola coperta 1.jpgNon potei contenermi nel notare lo strato della felce ( il tessuto del felze, la copertura della gondola) il Palazzo Ducale e le risplendenti cupole di S. Marco.

A tal vista sentii istintivamente stringermi il cuore, i miei occhi si appannarono e caddi tramortita tra le braccia dello sposo.

Quando rinvenni chiesi dove eravamo: tra San Clemente e Santo Spirito, rispose il servitore di Pietro, che stava all’ingresso della felce (felze). Ed insieme giungemmo a Piovega (piccola isola della laguna).

Basilica di sera a Venezia.jpgPalazzo ducale di sera a Venezia.jpg.san -giorgio Maggiore.jpgorologio di Piazza San Marco di sera a Venezia.jpg” MIo Dio, esclamai, che sarà di me! O mia patria ti avrò comunque perduta! Avrò per ultima volta veduto le mura di augusto Palazzo che tante volte accolse i miei valorosi antenati, colmi di gloria e di onori! Si, io nata da famiglia patrizia, nata libera cittadina nella principale sede dell’Italiana libertà sarò in breve suddita in straniera Contrada.

Invano cercava Pietro di consolarmi, che queste tristi considerazioni mi accompagnarono fino al dilà di Malamocco, quando i primi raggi del sole nascente, Iso9la di S. Clemente.jpgIsola di S. Spirito.jpgChioggia.jpgmostrandomi lo sposo pallido ed inquieto per cagion mia, mi richiamarono a pensieri più convenienti alla presente circostanza”.”Pietro volle prendere terra a Chiozzia,(Chioggia) per cercarvi sicuro imbarco e proseguire verso Goro.”

La tenera Bianca venne accolta in una locanda, e da qui, con il cuore in tumulto, attese le informazioni che Pietro Bonaventura andava a raccogliere per conoscere le reazioni della loro fuga da Venezia: dopo qualche ora ecco che tornò l’amato che la rassicurò: nella Serenissima alcun provvedimento era stato preso.

Alfonso d'Este.jpgBianca Cappello 3.jpgIngenua e convinta dell’amore del suo amante, Bianca seguì il futuro sposo presso la casa di Giovani Battista Pigna di Ferrara, consigliere di Alfonso II°, e nemico dichiarato di Firenze. Il nobiluomo li accolse con tenerezza e preoccupazione, occupandosi pure del matrimonio tra i due giovani che venne celebrato quattro giorni dopo.

Il Pigna si occupò anche di dotare i due giovani sposi di una scorta per poter entrare in Garfagnana, e da li, ( disegno ben ordito ) a Firenze.

Bianca Cappello 7.jpgL’avventura di Bianca aveva ora inizio…donna, bella,docile, gentile, seducente e del tutto ignara delle attese politiche che Venezia e Ferrara avevano posto su di lei…

 segue….

Seduzioni, intrighi e veleni: Bianca Cappello, da cortigiana veneziana a Granduchessa di Toscanaultima modifica: 2009-12-02T17:40:00+00:00da pierapanizzuti
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6 Commenti

  • Complimenti Piera! Un post bellissimo per la storia (non vedo l’ora di leggere il proseguimento), per il personaggio non troppo noto ma affascinante e tenero che già promette una trama da Hollywood, per l’atmosfera che pervade le tue parole e illustrazioni. Commovente il passaggio in cui dice “A tal vista sentii istintivamente stringermi il cuore, i miei occhi si appannarono e caddi tramortita tra le braccia dello sposo. Bello bello bello!

  • Buona sera.  Grazie di cuore per l’argomento di questo su Bianca.
    Allora davvero esisteva questo diario di Bianca Cappello, perche’ ho letto una volta in giapponese, ma l’ho convinto poco.
    Ma ora capisco bene con il Suo questo argomento che come e` entrata a Firenze e come e` andata finire.
    Aspetto il propssimo, grazie di nuovo!

  • Il soprascritto ha la s/fortuna di abitare nel palazzo di Bianca Cappello, San Polo 1279/a.
    Ottimo lavoro!

    Sarei lieto scambiare materiale relativo a Bianca Cappello!

    stefano

  • Ciao Stefano: innanzi tutto ti ringrazio per l’apprezzamento che mi hai inviato sulle mie ricerche, (ti assicuro che le informazioni sono tantissime), e sarei veramente felice di poter scambiare documentazioni!!! poi, se devo essere sincera: sei fortunato nel poter vivere in un palazzo così bello, così antico, carico di storia. Io sono riuscita ad accedere al diario della Cappello, ma ho cercato comunque di documentarmi in modo preciso (anche se come ti ho detto, il materiale è molto abbondante). Per cui i8nnanzi tutto ti auguro un bellissimo, proficuo e felice nuovo anno, e spero di rileggerti presto. Un saluto afrfettuoso, ciao, Piera

  • Sto provando di trovare una lettera d’amore fra Bianca Cappello e Francesco . Sono anche Io affascinata dalla loro storia d’amore. La prego da dirmi se Lei ha una traccia o notizia al riguardo.
    Mi scusa per il mio Italiano.
    Sono in attesa di un suo cenno,
    Grazie
    Simone

  • Ciao Simone: io sono riuscita a trovare i diari di Bianca Cappello, ma della lettera d’amore non conosco nulla: sicuramente mi attivo per cercare e per darti un’informazione che per te è importante. Una caro saluto, Piera

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