Ago 11, 2010 - Società veneziana    No Comments

La pace di Venezia:la grande diplomazia della Serenissima.

Papa_Alessandro_III.jpgFederico Barbarossa.jpgdoge Ziani.jpgUn evento che diede molto lustro ed importanza a Venezia fu, nell’anno 1177, la pace che il Doge Sebastiano Ziani, abile diplomatico, fece stringere tra il Papa Alessandro III e l’imperatore Federico Barbarossa.

Venezia in un primo tempo era stata neutrale con l’imperatore tedesco, poi, dovendo entrare nella Lega dei Comuni Italiani contro il Barbarossa, sancita con il Giuramento di Pontida, dovette prendere decisamente le parti del Papa, che nel frattempo era stato deposto da Federico, il quale aveva cercato con il Concilio di Pavia di eleggere un antipapa, ed in seguito, sconfitti i romani ad insediare nella Cattedra di S. Pietro l’antipapa Pasquale III.

Federico Barbarossa 1.jpgalessandro-iii.jpgLa rivolta dei comuni Italiani aveva posto l’Imperatore di fronte ad un’improvvisa resistenza alla sua aspirazione di  ricostruire l’universalità del Sacro Romano Impero, ereditato direttamente da Carlo Magno.

Marin Sanudo nella “Vita dei Dogi”ci tenne a sottolineare la sicurezza di Venezia: ” Papa Alessandro III” disse appunto “dopo essere passato per la Dalmazia capitò in incognito a Venezia   a l’unico domicilio di libertà dove si tiene più securo che in niuna altra terra de Italia”.

Il racconto leggendario del Papa che la prima notte dormì accanto al capitello, il suo successivo riconoscimento presso il Convento della Carità dell’Accademia e il suo trasferimento in trionfo presso il Palazzo del Doge è molto piaciuto ai pittori che riprodussero Alesandro III e Sebastiano Ziani.jpgi vari episodi nella Sala del Maggior Consiglio a Palazzo Ducale. Esso si lega certamente a quell’elogio della sicurezza della Serenissima che è tramandato dalle antiche cronache a coronamento del grande avvenimento.In seguito Alessandro III si reinsediò a S. Pietro.

La Pace di Venezia ebbe dunque queste premesse: ma essa assunse così vasta risonanza da passare dalla storia alla leggenda.

Il racconto storico dell’incontro dice che il Papa Alessandro III giunse a Venezia il 24 marzo 1177 con grande seguito e che qui si incontrò con i vescovi di Germania vicini all’Imperatore e direttamente con il re normanno dell’Italia meridionale per trattare la pace tra Impero, Comuni e Normanni che erano stati alleati del Papa contro il Barbarossa.

Alessandro III consegna la spada al Doge.jpgLe trattative durarono tre mesi con incontri con rappresentanti dei Comuni di Ferrara e a Chioggia dove il Barbarossa aveva preso alloggio. Si arrivò ad un compromesso stabilito il quale l’imperatore veniva invitato a incontrarsi ufficialmente con il Papa a Venezia.

“Il 23 luglio il Barbarossa, scrive Roberto Cessi, si trasferiva da Chioggia al Monasteero di S. Nicolò del Lido di Venezia. La domenica successiva otteneva l’assoluzione, e nella stessa giornata, scortato dal Doge e dai cardinali si portava a S. Marco. L’attendeva sul trono eretto sul fronte della Chiesa il Papa, circondato dai patriarchi e dai vescovi.

Papa,imperatore e Doge.jpgil Papa con il Doge.jpgApprodato alla fondamenta, adornata con due grandi pennoni con il simbolo di S. Marco, l’imperatore si accostò al soglio pontificio e fu ammesso al bacio del piede e all’abbraccio delle ginocchia.

E’ celebre la frase, riportata dal Sanudo, che il Barbarossa avrebbe detto al Papa nell’atto di baciargli il piede: “non tibi sed Pietro cui successor es” (non a te do il bacio di sottomissione, ma a Pietro di cui sei il successore), a cui il papa rispose “et mihi et Petro” (e a me e a Pietro). Poi il Papa, continua il Sanudo “si levò et in mezo dilo imperator e dil doxe intrò in chiexia de San Marco cantando tutto il clero Te Deum laudamus.

L’Imperatore rimase a Venezia tre mesi, regolando con un’intensa attività diplomatica le numerose questioni che s’erano innestate tra papato  ed Impero: Alessandro III veniva riconosciuto come Pontefice, e come tale gli veniva reso onore; con i Comuni veniva stabilita una tregua di sei anni e con i Normanni di quindici anni.

Papa Alessandro III e il Doge.jpgScaduta la tregua con i Comuni nel 1183 venne firmata a Costanza la pace tra i Comuni e l’Impero, con pieno riconoscimento della loro libertà.

Il Barbarossa morì durante il suo viaggio come Crociato in Terrasanta nel 1190.

Tutti questi avvenimenti fanno parte dei meriti che la Repubblica acquisì attraverso la propria capacità di mediazione e di una lungimirante politica equilibratrice tra i contendenti: straordinaria Serenissima!

 

 

La pace di Venezia:la grande diplomazia della Serenissima.ultima modifica: 2010-08-11T16:52:54+00:00da pierapanizzuti
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