Il “Mostro di Venezia” ed il suo orrido Sguazeto

Anche Venezia ebbe il suo mostro: vicenda che rimase nei suoi annali e, come sempre accadeva, rimase come monito per chi avesse tendenze criminali e orribili:

San Zan àDegolà.jpgIn Campo San Zan Degolà ( S. Giovanni decollato) divenne famosa la ” Taverna da Biagio”, di Biagio Cargnio ( in dialetto Biasio) innanzi tutto per le sue salsicce squisite, Biasio era un luganegher rifinito e bravo, ma, soprattutto, rinomato era il suo “sguazeto”, una sorta di spezzatino, talmente gustoso per gli avventori, che venivano le genti di Mestre per degustare quella specialità.

Accadde un giorno che tra gli avventori capitasse Toni, un carpentiere, persona proba e molto attenta. Naturalmente ordinò una porzione di sguazeto, e con gusto si mise a degustarla: mentre mangiava però, portò la scodella alla bocca per bere il brodo gustoso ma tra i denti rimase una pezzettino probabilmente d’osso: Toni, persona probabilmente schizzinosa sputò l’ossicino e con grande orrore scoprì che non si trattava di osso, no, ma Sguazeto.jpgdi una piccola falange, sicuramente un pezzo di dito di bambino, compresa l’unghia!.

Rimase inorridito, ma nonostante cioò ebbe la lucidità di nascondere il ditino nel fazzoletto, quindi, riposto il ritrovamento nella tasca pagò e uscì.

zandeca.jpgIn poco tempo la taverna venne invasa dai soldati della Quarantia Criminal che, luganeghe.jpgcacciando gli avventori, si ritrovarono nelle cucine ad affrontare una esperienza terribile: parti di bambini tagliati a pezzi, tritati, pronti per diventare salsicce o far parte di quel guazzetto di cui Biasio andava molto orgoglioso e la cui ricetta non aveva voluto mai confidare a nessuno.

Si narra che da molti anni a Venezia erano spariti molti bambini: Il Cargno, scoperto di flagranza di reato confessò i suoi orribili crimini.

quarantia-criminal.pngCondannato a morte, venne trascinato da un cavallo alle prigioni: qui gli furono mozzate le mani e con quelle esecuzione.jpgappese al collo venne prima torturato, quindi trasportato tra le colonne di Marco e Todaro per il supplizio finale: venne decapitato ed il suo corpo diviso in uqatro pezzi, così come aveva fatto ai bambini, e la sua testa esposta in Campo di San Zan Degolà.

La sua taverna e la casa vennero rase al suolo, e l’immagine della sua testa venne riprodotta sul muro vicino al ponte del campo, e , a ricordo di tanto orrore la riva dove anche ora approdano i vaporetti, venne chiamata Riva de Biasio.

testa d'uomo.jpgimmagine bimbo.jpgStoria di orrore, terribile che fa parte comunque del passato di questa città che comunque seppe dare (visti i tempi) una punizione esemplare ad un “mostro”, uno di quegli esseri umani Riva de Biasio.jpgdeviati, terribili, orchi che comunque continuano ad esistere, purtroppo, in tutte le nostre società.

Il “Mostro di Venezia” ed il suo orrido Sguazetoultima modifica: 2010-11-18T18:12:15+00:00da pierapanizzuti
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8 Commenti

  • finalmente la verita’ su una storia sentita molte volte ma sempre vaga e senza particolari, tanto da farmi credere che fosse una leggenda. Grazie di questo post!

  • Dolce Piera Come tu sai la furatola di Biagio non era situata in campo,ma nella vicina fondamenta ancora oggi nominata fondamenta di biagio e il basso rilievo quattrocentesco rappresenta S.Giovanni Decollato.Ciao Piera dove sei? ti penso luciano

  • Caro Luciano, mi sei molto mancato. In questo periodo sono veramente tutta presa a cercare di far vivere nel miglior modo possibile i suoi ultimi mesi di vita al mio bassotto: a volte passiamo notti insonni perchè fatica a respirare, in altri momenti è tutto gioioso e felice come un cucciolo. Vedere una creatura che ami profondamente patire, fa male, e so che mi starebbe sempre in braccio perchè vicino a me forse si sente meglio. Il suo cuore da leone è gravemente malato, ma io so che l’affetto e l’amore possono fare grandi miracoli. Scrimi e fammi sapere esattamente come stai (naturalmente se puoi). Un forte abbraccio, Piera

  • racconto breve ma’ concreto…una carezza al tuo bassotto,ciao!

  • questa storia l’ho sentita tante di quelle volte che non mi ricordo più quante………..me la raccontavano i mie genitori.
    auguri per il tuo bassottino.So quanto fa male alcuni mesi fa io perso la mia amata Hera dopo 12 anni,adesso ne ho due di cui una è una bassottina

  • Ti ringrazio per aver comunicato con me, e per quanto riguaarda il mio adorato C1P8, il bassottino tanto amato, anche se scomodo per il suo carattere strano e spesso aggressivo, mi è morto fra la braccia, mentre lo accompagnavo d’urgenza dal veterinario. Anch’io, come te, a chi mi chiedeva: perchè soffrire ancora per qualche altra creatura amata che può lasciarti, tra sofferenze, ho pensato che riversare il mio amore, che è tanto, su altre creature che magari hanno patito e sofferto, e che si trovano magari in canile, non porta via nulla all’amore che ho provato per il mo bassottino, che non può essere certamente sostituito, ma accresce, secondo me, tutto questo affetto perchè tanti altri animali affettuosi, amorosi, spaventatoi, soli, hanno bisogno del nostro affetto. Per cui ora ho accaqnto un meticcio dolcissimo e gioioso, che è laq felicità dei bambini che incontra e delle persone chre accettano i suoi festeggiamenti. Auguri per i tuoi nuovi arrivati dsa parte anche del mio dolcissimo Pippo! un affettuodos saluto, ciao, Piera

  • il palazzo sul Canal Grande vicinissimo alla chiesa di Santa Lucia è Cà Flangini e sembra tagliato a metà. Di fronte ad esso c’è la Riva de Biasio.

  • Quella di Biagio Cargnio era molto di più di una furatola. Ora il bassorilievo di San Giovanni è posto correttamente nel muro esterno della chiesa Sua Omonima

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