Dic 26, 2010 - Alchimia, Personaggi    2 Comments

L’Elisir di lunga vita del Conte di Saint Germain

Il Conte di Sain Germain1.jpgConte di Saint Germain.jpgimagesCA1VXMQP.jpgIl primo incontro tra Giacomo Casanova ed il Conte di Saint Germain avvenne a Parigi, nel 1761, ad un pranzo a cui parteciparono diversi nobili, tra cui la Marchesa d’Urfè, donna legata ai misteri della pietra filosofale, della magia ed esoterismo, di Marchesa d'Urfè.jpgscritti della Marchesa d'Urfè.jpgcui parlerò più avanti.

Casanova ci racconta nelle sue memorie che quest’uomo non mangiava, chiacchierava tutto il tempo, parlando di qualsiasi argomento, specialmente di chimica;   sosteneva di possedere la medicina universale, di poter fare tutto quello che voleva con la natura, di poter fondere una dozzina di diamanti piccoli per farne uno più grande e di purissima acqua senza che il peso diminuisse; affermava inoltre di aver almeno trecento anni.

Era invitato continuamente ai pranzi nelle migliori case di Parigi, anche se appunto non mangiava, sostenendo che la sua vita dipendeva da come si nutriva. Usava far dono alle donne di cosmetici per dare alla loro pelle un aspetto migliore e più giovane.

zecchino d'oro.jpgA questo incontro ne fecero seguito altri, e ad uno di questi, a casa del Saint Germain questi si fece dare dal Casanova una moneta di rame, la immerse in un liquido, e questa divenne d’oro zecchino.

180px-Count_of_St_Germain.jpgE’ vero comunque che dimostrava sempre circa 40 anni, poi cominciò lentamente ad invecchiare, fino al 1784, anno in cui scomparve, e tutti pensarono che fosse morto, ma riapparve esattamente un anno dopo, a presiedere una riunione di massoni, ringiovanito, ancora esteticamente  quarantenne.

Dimostrò doti di conoscenza paranormale, invitato proprio da Re Luigi XV che, incuriosito per una vicenda accaduta nel 1701 a Parigi lo voleva mettere alla prova: in Rue Hirondelle a Parigi viveva un tale Dumas.Egli passava le giornate in soffitta con storte ed alambicchi. Ogni venerdì pomeriggio alle cinque andava a  trovarlo un orribile ometto, saliva da lui, stava un pò, poi se ne andava.

Il 31 dicembre 1700 l’ometto arrrivò alle dieci del mattino, salì e poi tornò via.La moglie del Signor Dumas non vedendo scendere il marito, salì, ma trovò la stanza vuota.
A questo punto il Conte di Saint Germain disse al re che chi era andato a fare le indagini non aveva visto una botola che si trovava nel pavimento della cucina, nascosta da tavole di legno, e che dentro alla botola avrebbero ritrovato lo scheletro dell’uomo, che si era avvelenato.Al che il re gli chiese se l’ometto fosse il Demonio, ed  il Conte rispose che lui il Diavolo lo conosceva bene e andava spesso a fargli visita.imagesCA76U720.jpg

Fatti i dovuti sopralluoghi ecco che si appurò quanto affermato dal Conte.

Durante un successivo incontro il Re chiese al Conte di svelargli il segreto di questa sua dote, ma egli rispose; Maestà, potrò svelarvi questi segreti soltanto se voi farete parte dei Rosacroce.

Si narra inoltre di un misterioso quanto significativo incontro tra il Conte di Saint Germain, il Conte di Cagliostro e Giacomo Casanova che ebbe come testimone il portale della Chiesa dei SS. Giovanni e Paolo a Venezia, complice l’oscurità della notte e l’appartenenza dei tre ai Rosacroce, legati alla magia, all’alchimia e la convinzione di poter raggiuinere il segreto della Pietra Filosofale, quindi della vita eterna.

Nella chiesa di Arles c’è una lapide con scritto: quello che si faceva chiamare Conte di Saint Germain e di Weldom , di cui non si sa altro, giace in questa chiesa.Peccato che aperta la pietra tombale il sacello è risultato vuoto.
reves-et-voyages_eu_bkumbria_1206626887.jpg

L’Elisir di lunga vita del Conte di Saint Germainultima modifica: 2010-12-26T14:06:21+00:00da pierapanizzuti
Reposta per primo quest’articolo

2 Commenti

  • sicuramente l’esoterismo e’ la ricerca della vita eterna,pero’ pur con rispetto credo che ci sia molta approssimazione in questi episodi. comunque erano 3 personaggi di intelligenza superiore.

  • Carissimo Marino, nel narrare questi argomenti mi sono rifatta ne più ne meno che alla autobiografia di Giacomo Casanova. Questa è la documentazione, e come tale deve essere presa! Un racconto di parte, ma che rivela moltissime informazioni su un modo di concepire la scienza, che infine era l’alchimia, il cambiamento. Se non l’hai fatto ti consiglio di fare questa lettura (enorme!!) gradevole, ben scritta e testimonianza di un mondo che stava cambiando, il modo di concepire le relazioni, la vita del 700, insomma: una miniera di informazioni!! se vogliamo definirle approssimative va benissimo: ma la fonte è autorevole ed importante ( ti consiglio anche di leggere Marin Sanudo che in precedenza descrisse la società veneziana, il suo modo di pensare e le sue abitudini. Mi fa profondamente piacere per questa occasione di agurarti buone feste, e specialmente un buon anno!! saluti affettuosi, ciao, Piera

Lascia un commento