I mobili del settecento veneziano e i loro autori: i geniali artigiani della Serenissima.

palazzo-zenobio-sala-ballo.JPGI palazzi veneziani avevano una propria conformazione: grandi saloni di rappresentanza, e poi piccoli salotti riccamente decorati ed arredati con mobili particolari e famosi in tutta Europa, lampadari e specchi (naturalmente in vetro di Murano).

Nel settecento si facevano sentire profondamente a Venezia l’eleganza, lo stile, il senso di misura, la ricercatezza, in una parola dell’alta società europea che frequentava le corti e le ambasciate.

01_tavolo_dorato956.jpg22432-armadio-veneziano-del-xviii-secolo-laccato-con-decorazioni-floreali-e-decori-a-mascheroni-big.jpgIl riflesso fu immediato anche nelle opere di arte applicata, eseguite per quelle classi privilegiate che vivevano nelle dorate cornici dei salotti veneziani. La qualità artigianale dei mobili laccati, dei lampadari di Murano, delle specchiere, dei velluti rasati, le maioliche e porcellane che si collegavano armonicamente con l’alta qualità degli stucchi degli arredi e perfino dei pavimenti “alla veneziana” che si ottenevano con un impasto di frammenti lapidei e lucide scaglie di marmo variamente colorate.

I più bei mobili del settecento erano decorati dalle straordinarie colorazioni delle lacche e tecniche carezzonico.giffalegnami veneziani.jpgdiverse nelle quali trovava sfogo un estro decorativo pittorico popolare ed aristocratico a un tempo che apparteneva alla corporazione dei “depentori”.

Tra i mobilieri veneziani non si trovano grandi nomi, ma gli artigiani furono stimolati ad inventare nuovi tipi di colori e nuove decorazioni.

Il laccatore ” dice il Morazzani ( mobili veneziani laccati), doveva accuratamente levigare la superficie lignea sulla quale stendeva un velo di mobil leccato.jpgmobile barocco.jpgpastiglia ottenuta sciogliendo nella colla di guanto del gesso sottilissimo , anzi, impalpabile.

mobile laccato.gif

Questo sottilissimo strato , sotto il quale scomparivano le connessure a sua volta era coperto da altri strati di mobile veneziano.jpgmobili a Cà Rezzonicol.jpgstucco caldo avendo cura, che la sovrapposizione di strato a strato avvenisse solo quando l’antecedente fosse secca: questa preparazione, una volta ben levigata rivestiva come una tenace epidermide tutto l’oggetto: una volta ben essiccato, con fine carta vetrata e con l’agata veniva lisciato e levigato in modo da togliere ogni minima asperità a fargli acquistare al tatto una caratteristica morbidezza”

Allora si iniziava l’opera di decorazione, prima col dar la tinta di fondo poi con dipingere i motivi e le decorazioni ornamentali, usando colori a tempera.

cassettiera del 700 veneziano.gifpoltyrona dorata.jpgOttenuta la completa essiccazione della pittura, il laccatore la difendeva sotto molteplici strati di “sandracca”che aveva praticamente la stessa funzione della invetratura delle maioliche e delle porcellane, essendo essa compatta, liscia, brillante e morbida al tatto.

Ecco infine l’opera dell”indoratore”, artigiano di grande tradizione in quanto le dorature venivano usate un pò su tutto, tanto che anche sui contratti per le commesse dei quadri erano previste anche le cornici si richiedeva esplicitamente ” l’uso di oro zecchino”.

Sedia in ebano di Brustolon.jpgribalta-veneta.jpgNel settecento i “depentori” dei mobili ebbero la classificazione della loro arte, distinta da quella dei pittori e da quella degli indoratori: la grazia del mobile laccato veneziano nasceva quindi dall’armonica collaborazione delle varie arti, ambientata tra i campielli della città che vedeva insieme nomi di illustri artisti e di oscuri ma abilissimi e geniali artigiani che sono sempre stati alla base della ricchezza, della cultura e delle risorse della Serenissima.

I mobili del settecento veneziano e i loro autori: i geniali artigiani della Serenissima.ultima modifica: 2011-09-08T19:55:28+00:00da pierapanizzuti
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