La colonna esoterica di Palazzo Ducale: il pellicano dei Rosacroce

colonna con pellicano.jpgUna delle colonne di Palazzo Ducale reca, più di altre, i simboli dell’esoterismo a Venezia, per altro ricca di questi riferimenti: il Pellicano.

Parliamo dei Rosacroce,che, nel rito scozzese hanno nominato appunto dei cavalieri a questo simbolo: Cavalieri del Pellicano .  I riferimenti ai Rosacroce non sono unici, nelle chiese veneziane, ma sono inaspettatamente frequenti.

pelican.jpgimagesCAQEO5HG.jpgIl Pellicano , chiamato dagli antichi greci onocrotalo perchè il suo strano verso” Krotos “era simile a quello dell’asino, ha un atteggiamento molto particolare per dar da mangiare ai suoi piccoli, curvando il becco verso il petto, e per questo dando l’errata credenza di squarciarselo per nutrirli con il suo sangue, fino a diventare emblema della carità (O. Wirth).

Nel “Physiologus” si dice che il pellicano ami moltissimo i suoi piccoli: ” quando ha generato i suoi piccoli, non appena sono cresciuti questi pellicano_croce.jpgcolpiscono al volto i loro genitori, che allora li picchiano e li uccidono. In seguito però provano compassione e piangono i figli che hanno ucciso”Il terzo giorno la madre  si percuote il fianco ed il suo sangue, effondendosi sui corpi dei piccoli morti, li resuscita.

Il pellicano si presta così ad una duplice simbologia: è l’immagine di Cristo che dona il suo sangue per redimere l’umanità, e l’immagine di Dio Padre che sacrifica il proprio figlio facendolo resuscitare il terzo giorno.

Nell’immagine simbolica medievale il  pellicano è rappresentato nel nido con i suoi piccoli, sulla sommità della croce e nell’atto di straziarsi il petto con il suo becco. Il sangue che scaturisce  è poi, l’ars Symbolica, la forza spirituale che diventa il lavoro dell’alchimista  che, con grande amore e sacrificio, conduce alla ricerca della perfezione.

images.jpgIl pellicano è un uccello difficile da vedere, e per questo diventa pura immagine dello  spirito, che richiama al pensiero della purezza ” Cristo, il nostro Pellicano, come lo chiama Dante quando si riferisce all’apostolo Giovanni: ” questi è colui che guacque sopra’l petto del nostro pellicano o :Questi fuei su la croce al  grande officio eletto(Divina Commedia Paradiso, canto XXV 112-114).

La purezza celeste è quindi il carattere particolare di questo uccello che, simile ad un angelo dalle ali spiegate simboleggia la Redenzione, la Resurrezione e l’amore di Cristo per le anime.

moderno.jpglaboe.gif Nel bestiario il primo riferimento preciso al pellicano è al MaimagesCADMKG3A.jpgtraccio, dove si otteneva la “circolazione doppia”, per cui questo uccello rappresentava la coabitazione dei liquidi.
O. Wirth spiega il simbolo del pellicano come emblema di generosità assoluta, in mancanza della quale nell’iniziazione tutto resterebbe vano.

Per altri sarebbe l’immagine della pietra fislosofale che si dissolve per far nascere l’oro dal piombo allo stato fluido, cui corrisponde l’aspirazione non egoistica (il pellicano si nutre del pesce strettamente necessario per vivere).

Con ciò sono da ricordare antichi gradi della società, come il Cavaliere del Pellicano e la sua effige nei Rosacroce.

imagesCAY0EZED.jpgNell’antico testamento il pellicano viene nominato solo una volta (salmo 102-107) e non viene mai nominato nei vangeli. Si deve al Phyisiologus( II-IV secolo) il pellicano è al numero 4 del suo inventario, in termini alquanto più complessi, narrando della resurrezione dei piccoli, al terzo giorno, per opera della madre che con il padre li ha uccisi, vi è l’adattamento diretto della simbologia del Cristo.

 

Venezia quindi , esoterica fino nei minimi particolari, come i marmi usati, che danno un fascino ancora maggiore a questa città sospesa tra l’oriente e l’occidente, e magicamente rimasta aderente alla sua essenza che chiunque percorra le sue calli ed i suoi campi percepoisce e respira con l’aria della laguna.

La colonna esoterica di Palazzo Ducale: il pellicano dei Rosacroceultima modifica: 2011-09-20T09:23:46+00:00da pierapanizzuti
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4 Commenti

  • sono rimasto davvero sorpreso dal suo articolo, non capisco se è narrativa o una documentazione reale tanto sembra costruita da uno sceneggiatore tipo Dan Brown. In ogni caso complimenti per le informazioni, sa percaso se esistono pubblicazioni o tesi di laurea a riguardo ? cordiali salui santino veschi

  • Davvero i miei sentiti complimenti per il tuo blog. Non sono mai stata a Venezia, ma ora sto cercando un aereo e un albergo! saluti

  • Salve, Santino Veschi, posso dirle in tutta coscienza che si tratta di documentazione reale. Basta che Lei entri nella Basilica e cerchi la penultima colonna prima della porta della paglia si renderà conto che la colonna con i pellicani è reale, e poi, se ha la possibilità di consultare i testi, specialmente il Physiologus, ed un’occhiata al paradiso di Dante. La scoperta mi ha emozionata, come immagino sia succeso per Lei, ma, se le va, vada a vedere negli archivi del mio blog il segreto della Basilica della Salute. Sono tutte cose riscontrabili se Lei va a vedere personalmente. Per le tesi di laurea non so, ma so per certo che esistono confraternite, anche onlus, che sotto l’egida del pellicano danno una partecipazione ai problemi del mondo veramente meritoria. Per certo, io non rappresento nessuna di queste!! Cordiali saluti anche a Lei, e grazie per il Suo interesse!! Piera Panizzuti

  • Abito in Trentino ma sicuramente spenderò un weekend per ammirare i pellicani di San Marco. Storia davvero affascinante e come dice lei, emozionante. complimenti per lo stile. santino veschi

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