Ott 12, 2011 - Senza categoria    2 Comments

I Tiepolo, dalla mitologia del padre al “Mondo Novo” del figlio, fantasia, magia ed arte a Venezia.

Bellerofonte e Pegaso a Palazzo Labia.jpgNobiltà e Virtù a Cà Rezzonico.jpgCapostipite degli artisti Tiepolo il famoso Giambattista (1696-1770) fu uno degli artisti più rappresentativi di una fantasiosa classicità quasi teatrale legata ad un neoclassicismo molto simile a quello del Canova ,un modo di intendere e di colloquiare con il mondo antico greco-romano che tanto fascino suscitò nell’animo degli artisti veneti.

Nei grandi cicli di affreschi e di molte tele, ad esclusione di alcun particolari soggetti religiosi Tiepolo conserva il tema quasi unico della classicità storico-mitologica ispirati dall’Iliade, l’Odissea. l’Eneide e tutta la mitologia greca, temi rappresentati nei teatri Veneziani, per cui se si potesse entrare in uno di questi quadri o affreschi ci si troverebbe ad essere tra le comparse di un’opera teatrale.

Nato a Venezia nel 1697 iniziò a dipingere sui vent’anni per alcune chiese: nel 1717 sposò Cecilia Guardi, sorella dei famosi pittori, e dal 1715 al 1733 lavorò ad Udine, a Milano e a Bergamo;  tornò quindi a vivere a Venezia dove nel 1740 compì il soffitto della Scuola del Carmine e poco dopo quello della chiesa degli valmarana.jpgScalzi.

Dal 1750 al 1753 soggiornò alla corte del Principe Vescovo di Wurzburg, dove eseguì una serie di affreschi. Al ritorno a Venezia dipinse una serie di affreschi alla Villa Valmarana a Vicenza, a Cà Rezzonico e nel 1762, invitato dal Re di Spagna andò a Madrid assieme ai figli per affrescare il Palazzo Reale, e qui morì nel 1770.

Il figlio Giandomenico seguì le orme del padre, ed allo stile sublime del capostipite, come scriveva Goethe nel suo Tagenbuch, opponeva una vena Minuetto%20in%20Villa%20Tiepolo.jpgpiù realistica, nervosa e sensibile, legato al gioco grafico della linea, quale ci appare nelle opere della “foresteria” della villa Valmarana  a Vicenza.

Cà Rezzonico.jpgCà Rezzonico maschere.jpgLa sua pittura è animata da un tocco leggero e spiritoso, e in questo meraviglioso stile dipinse gli affreschi nella villa paterna a Zianigo, oggi conservate a Cà Rezzonico: tutto il ciclo delle maschere e dei Pagliacci fa trasparire un sorriso, una levità, un ammiccamento al carnevale ..i passi di danza, prima misurati nella compostezza del ritmo divengono via via più accesi , prendono il tono della carnevalata frenetica. Anche la gamma cromatica è molto originale nell’impostazione dei toni chiari, bianchi su bianchi.

E accanto ecco l’affresco intitolato “Mondo Novo”, firmato e datato da Giandomenico Tiepolo in cui appare una folla di Maschere del Tiepolo.jpgmaschere.jpgpersonaggi in costume che guardano una delle meraviglie del carnevale veneziano: si chiamana “Il mondo novo” una specie di di camera oscura entro una baracca, dove apparivano le ombre di un rudimentale cinematografo: l’incantamento di queste ombre che lasciavano intravedere immagini fiabesche della lanterna magica devono aver suscitato  una suggestione enorme nella fresca fantasia del popolo di Venezia del 700, così aperto alla gioia di vivere e così proclive a perdersi infantilmernte nelle “cose meravigliose”.

Pulcinella.jpgMondo%20Novo%20Tiepolo.jpgQuesta semplicità fantasiosa e questa serena innocenza spirituale che passa dalle trame di una fiaba alle immagini della pittura costituirono il leit-motif dell’arte veneziana del 1700: levità, gioia, allegria e leggerezza che in questa straordinaria città sembrano far parte dell’aria, dell’acqua, della luce e delle pietre incantevoli delle sue costruzioni.

 

 

I Tiepolo, dalla mitologia del padre al “Mondo Novo” del figlio, fantasia, magia ed arte a Venezia.ultima modifica: 2011-10-12T15:49:32+00:00da pierapanizzuti
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