La politica sanitaria a Venezia: esempio di lungimiranza e modernità.

620-LAZZARETTO-NUOVO.jpgTezonGrande.jpgLa Repubblica di Venezia pose sempre una estrema attenzione alla situazone igienica e sanitaria della popolazione, mediante un attento controllo delle navi, merci e stranieri che venivano fatti stazionare nell’isola del Lazzaretto Nuovo e qui, si provvedeva a misure di disinfezione sia delle persone che delle merci,( anche se nonostante queste misure si verificarono due grandi epidemie di peste).

rio a Venezia.jpg

Il governo veneziano incoraggiava l’istituzione di impianti ospedalieri che talvolta assunsero destinazioni funzionalmentre specializzate.  Naturalmente per le case di Venezia le condizioni igieniche dell’agglomerato urbano venivano facilitate da una specie di  lavaggio nasturale dato dal flussoi e riflusso della marea lunbgo la fitta rete di rii e canali interni : questo fenomeno veniva tenuto in efficienza provvedendo al periodico scavo dei canali, per cui venivano destinati fondi impegnativi.

pozzo.jpgacquaroli.jpgEra inoltre favorita la costruzione e la manutenzione di pozzi che venivano installati in ogni campo o corte, e quando c’era siccità venivano riforniti di acqua dolce proveniente dai fiumi della vicina terraferma trasportata per mezzo di speciali barconi .

Nel campo specifico delle scienze mediche e naturale vennero pubblicati dall’editoria veneziana del 500 numerosi trattati che risveglavano l’interesse e la necessità di informazioni sulla materia stessa. Studi di anatomia venivano svolti a Venezia fin dal 1368; nei pressi di S. Giacomo dell’Orio la corte e il pontre dell’Anatomia indicano ancor oggi dove fosse ubicata la ponte dell'anatomia 1.jpgPonte dell'anatomia.jpgsede degli studi ed esperimenti, e nel 1507 fu costruito un vero e proprio teatro anatomico tra i più antichi d’Europa.

immagine dal ponte dell'anatomia.pngUn vicino edificio fu sede del “Collegio dei Medici”, e questo testimonia come in quella località fossero venute concentrandosi gran parte delle istituzioni di interesse medico.

Ponte delle Tette 1.jpgAnche il fenomeno della prostituzione veniva attentamente sorvegliato dalle autorità delimitando le zoner cittadine la cui denominazione toponomastica ancora oggi porta il ricordo di tale sorveglianza: il ponte e la calle delle tette a S. Polo, e qui le prostitute esibivano il proprio corpo col preciso scopo di attirare i marinai e gli stranieri, sostenute in questo dalle massime autorità che pensavano in quel modo di frenare la piaga dell’omosessualità diffusa tra gli equipaggi delle navi.

Alla fine del 500 la famosa cortigiana onesta e poetessa Veronica Franco fondò ai Carmini l’Ospizio del Soccorso, espressamente adibito a rifugio ed veronica-franco.jpgVeronica Franco.jpgOspizio del soccorso 1.jpgasilo delle donne che si erano date alla prostituzione, e che erano finite in miseria: l’edificio, di grandi dimensioni, tutt’ora esistente, ci fa desdumere che per tale istituzione vennero impiegati notevoli mezzi economici divenendo così una seria oprea assistenziale di permanente necessità sociale.

Non furono quindi solo gli ospizi, numerosissimi e importanti ad occuparsi della salute dei veneziani, l’unico elemento di Ospizio del soccorso ai Carmini.jpgtutta una politica veneziana intesa a salvaguardare la salute pubblica, ed i mezzi che vennero impiegati a questo scopo furono ingenti ed i criteri per metterla in pratica estremamente avasnzati per l’epoca: un altro esempio di quanto fosse moderna ed illuminata la Serenissima.

 

La politica sanitaria a Venezia: esempio di lungimiranza e modernità.ultima modifica: 2011-10-18T17:24:52+00:00da pierapanizzuti
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