Venezia ed i suoi gondolieri!

i remeri.jpggondolieri.jpgDapprima definiti barcaioli quando la gondola divenne il mezzo di trasporto più usato dai ricchi e nobili veneziani,  venne coniato il termine “gondolieri”. Ogni famiglia aristocratica aveva fra i suoi dipendenti il “gondoliere de casàda”, che era ben pagato e che comunque era stabilmente a disposizione in ogni ora del giorno e della notte . Si prendeva cura della Remeri.jpgtraghetto 3.jpggondola, e conosceva segreti  ed incontri di ogni componente della famiglia, comprese le relazioni ed i vizi ( gli incontri romantici avvenivano spesso sotto il “felze” chiuso, con soltanto un lumicino a rischiarare gli amanti clandestini e i giocatori incalliti).

Altri gondolieri invece si dedicavano al traghetto, trasportando da una riva all’altra del “Canalazzo” mercanti ed avventori, artigiani e lavoratori.

S.Silvestro.jpgAlla-chiesa-di-San-Silvestro-Papa-a22869037.jpgBarcaioli e gondolieri si ritrovavano sotto ua medesima organizzazione, chiamata “Fraglia dei barcaioli” (fratellanza dei barcaioli), che era suddivisa al suo interno da varie faglie di traghetto, ed i loro rappresentanti venivano chiamati “gastaldi “, i quali dovevano tenere i conti della fratellanza e presentarli alle autorità, oltre a far rispettare le regole stesse della fraglia.

La Mariegola (insieme di regole che guidavano le confraternite di tutti i mestieri) definiva ad esempio le disposizioni per il soccorso ai gondolieri poveri o malati, le varie tariffe sui trasporti, o le disposizioni in materia di ordine pubblico.

canaletto 1.jpggondolieri.jpgLe fraglie avevano anche il compito di affittare i “posti barca” ai gondolieri, e per questo dovevano pagare una piccola tassa  allo Stato, chiamata “insensibile”, e contribuire alla manutenzione ed allo scavo dei canali; la categoria inoltre doveva garantire una sorta di “protezione civile”, ed alcuni dei suoi membri erano autorizzati a portare armi con licenza del Consiglio dei Dieci.

Vittore_Carpaccio_002.jpggondoliere.jpggondliere.jpgLa corporazione dei gondolieri aveva come Scuola la chiesa di S. Silvestro, sotto la protezione di S. Giovanni Battista, luogo di riunione per discutere delle tariffe, delle assunzioni e della vita sociale della categoria, ed il mestiere generalmente era trasmesso di padre in figlio.

Mestiere unico ed i suoi protagonisti immortalati da grandi pittori in una realtà che era ed è unica al mondo: uno Stato che ha fatto partecipe della propria vita e della propria crescita ogni persona ed ogni categoria, creando una coscienza civile che non è sicuramente comune in qualsiasi altro Stato nel mondo. Fantastica Serenissima!

 

Venezia ed i suoi gondolieri!ultima modifica: 2012-01-28T16:08:00+00:00da pierapanizzuti
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5 Commenti

  • post molto interessante,ma una domanda.Da che fonte è stata presa la notizia secondo la quale i gondolieri venivano anticamente chiamati anche remeri?Mi sembra strano che due corporazioni con caratteristiche ben distinte venissero accomunate seppure in tempi passati.
    grazie per l’attenzione
    Manuele

  • mi risulta sbagliato dire :”Dapprima definiti barcaioli o remeri…”
    Fino a “barcaroli” può andare ma i remèri, salvo prova contraria, sono sempre stati i cotruttori dei remi e non chi li usava grazie

    Saverio Pastor
    remèr

  • avete perfettamente ragione, mi scuso e anzi, penso di dedicare al più presto un post dedicato proprio ai remeri- Un caro saluto e grazie per seguirmi così. ciao, Piera

  • Fantastica Serenissima e’ quello che mi viene da pensare tutte le volte che scopro qualcosa di Venezia.non sono veneziana,non mi risulta che i miei antenati fossero veneziani. Qual ‘ e la magia che mi lega così visceralmente a questa citta’ ,alla sua storia,ai suoi pittori,alle sue calli…….non so pero’ …..e ‘ così .un saluto a Piera e un ulteriore “grazie”

  • Carissima Marina, già il tuo nome fa pensare al mare, e poi, chissà, venezia fa parte di noi, specialmente di noi donne che viviamo, come la mia meravigliosa città, momenti e sensazioni legati alle maree, alle lune…Venezia è una città femmina, meravigliosamente, orgogliosamente femmina..come le donne è languida, dolcemente posata sulla sua laguna, accompagnata da note meravigliosamente dolci, cadenzate…ma al momento giusto sa porre la propria volontà, il suo predominio…non violento ..ma deciso e accompagnato dal sorriso, dalla fresca malizia della donna libera, aperta, aperta al mondo e alle sue novità! Nessuna ipocrisia..ma la fermezza e la consapevolezza di essere persone valide, come la maggior parte di noi donne: credo sia questo il motivo per cui ti senti di amare questa città e di questa sotria..Un carissimo abbraccio, ciao, Piera

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