Le vispe vecchiette veneziane: foresto e baìcoli

vecchina.gifvecchie erbivendole.jpgI veneziani conservano nella propria memoria l’immagine delle nonne o bisnonne: vecchiette con il viso fresco, con lineamenti ancora belli, gli occhi sempre vivi, i capelli bianchi raccolti in crocchie sulla nuca. E le vecchiette veneziane vivevano, almeno fino agli anni sessanta, un realtà fantastica, retaggio dell’essere donna delle veneziane, vive, brillanti, guduriose e aperte al mondo.

AL mattino, verso le dieci, ecco che le nonnette aspidistre.jpggatto-venezia.JPGuscivano dalle proprie case in cui imperavano i “rami” (pentole di rame luccicanti e sempre curate dalle loro mani rapide e laboriose) dopo aver aperto gli oscuri alla luce del sole che veniva in qualche modo nascosto dalle aspidistre sui balconi, utilizzate, specialmente per i piani bassi, per impedire la vista dell’interno ai curiosoni che passeggiavano in calle., A dar la mano alle aspidistre c’erano i gatti, che gareggiavano con queste piante per catturare i raggi del sole, e si impigrivano li, con il loro sguardo enigmatico, seguendo con sonnolento interesse tutto ciò che avveniva nel campiello o nella calle, leccandosi ogni gatto su davanzale.jpggatto Venezia.jpgtanto, con aria distaccata, per poi cambiare leggermente posizione: nulla sfuggiva ai loro occhi!

Ed ecco che le vecchierelle, avvolte nei loro scialli neri, di lana grossa o di seta, secondo la stagione, si avviavano verso Rialto…dire Rialto voleva dire mercato. Prima però di raggiungere la meta prefissata c’era una tappa obbligatoria: vecchie al mercato.jpgcaschimpetto.jpgl’osteria o la pasticceria dove, adornate dal loro caschimpetto d’oro (lunga collana di maglia d’oro con in genere una croce come pendaglio), i “recìni” ( gli orecchini) in genere con rosette di diamanti, ornamenti perfetti che facevano concorrenza alle scìone, classici anelli d’oro veneziani, si fermavano a prendere il marsala (chiamata foresto, perchè vino proveniente da lontano) in cui intingevano i baìcoli, classici biscottini veneziani.

Poi, ciacolando (chiacchierando) sciamavano come api laboriose verso i vari banchetti della orecchini scìone.jpgbaicoli.jpgfrutteria o della pescheria, donne cariche di anni si, ma anche cariche di vita, di allegria, di gioia: i veneziani conservano nella loro memoria l’immagine di queste donne straordinarie, uniche, aperte al mondo, allegre…ora sono rimaste le loro nipoti e pronipoti, che hanno sostituito al marsalino e baìcoli lo spritz, rigorosamente all’aperol, ma sempre donne che non hanno avuto bisogno di vivere il 68 per sentirsi libere, autonome senza ipocrisie e senza remore, donne bellissime e vive, di cui mi sento felicemente nipote, non so se degna…ma l’esempio insegna!

 

 

Le vispe vecchiette veneziane: foresto e baìcoliultima modifica: 2012-02-02T21:12:00+00:00da pierapanizzuti
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4 Commenti

  • A Venezia non si usa l’Aperol… ma il mitico SELECT, che ha il ferro della gondola sull’etichetta…

  • chino il capo, ma la mia esperienza dello spritz (guduriosa e fantsstica)ha a che fare con l’aperol o il campari, ma mi chino davanti alla cultura vera dello spirtz ( che è un dolcissimo, frizzante e aromatico aperitivo tipico proprio del veneto)..bellissima, divertente , aromatica disputa che mi auguro non finisca qui!!! meraviglioso aperol, merviglioso campari e deliziosamente select, di cui non ho memoria precisa ma che evoca in me qualche fantastico ricordo. UN abbraccio affettuoso e da parte mia l’attesa di altri coimmenti che rendono ancora più viva questa mia passione per la nostra città, che, in questo cado, amiamo intensamente al medesimo modo! Ti ringrazio veramente di cuore e soperoi di poiterti leggere ancoira! Un saluto affettuoso, ciao, Piera

  • Concordo con Luca: l’aperol è arrivato solo in questi ultimi anni. In effetti ina volta c’era il Select ed anche, per chi voleva un gusto non dolce, il bitter.
    Per quanto riguarda le veneziane all’osteria, in Via Garibaldi, di fronte alla scuola elementare G.Gozzi c’era il Caffé Garibaldi dove, alle 6 del mattino, anziane signore si facevano servire la grappa nella chicchera del caffè e, per ingannare i presenti, soffiavano dentro, prima di bere, come se si trattasse di vero caffè bollente!

  • BELLISSIMO L’ARGOMENTO: MI HA RICORDATO MIA NONNA IN TUTTI I PARTICOLARI. FASOLETON (SCIALLE), CASCHINPETTO, RECINI CON ROSETTE CHE ORA SONO MIEI, IL MARSALA, LE CHIACCHIERE IN CALLE SULLE SRGGIOLINE DI PAGLIA. gRAZIE pIERA CHE MI HAI FATTO RIVIVERE I BEI MOMENTI DELL’INFANZIA.

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