Ago 19, 2012 - Architettura    13 Comments

I Fonteghi di Venezia, gioielli d’arte.

Fodaco dei Tedeschi in antica stampa.jpgI fondaci, o meglio, alla veneziana, i fonteghi erano costruzioni di proprietà veneziana date in uso a commercianti stranieri.

Importantissimi erano gli scambi ed i depositi merci per Venezia e per i veneziani, e i fonteghi erano usati da popolazioni fluttuanti, aventi mansioni prevalentemente commerciali, per cui l’aspetto residenziale diventava puramente temporaneo ed utilitaristico, e si può presumere che la vita comunitaria avesse un carattere del tutto secondario.

I tre fonteghi conosciuti erano il Fondato dei Tedeschi, quello dei persiani e quello dei turchi.

I Legali di Norimberga ricevuti dal Doge.jpgFondaco_dei_Tedeschi.jpgEssi ebbero una rilevante funzione rappresentativa, ed il prestigio delle Nazioni che li usavano era sostenuto dall’importanza e dalla bellezza architettonica degli edifici adibiti a loro sede, dalla posizione sulla principale via d’acqua (il Canal Grande) e dal lungo periodo di uso durante il quale era manifesta la presenza di quella popolazione a Venezia.

Il più importante dei tre fu sicuramente quello dei Tedeschi, dato che la comunità germanica fu tra quelle che ebbero con Venezia più durevoli ed intensi rapporti non solo di scambi commerciali, molto ricchi, ma anche culturali ed artistici, tanto più che nella denominazione dei “tedeschi” erano inclusi anche austriaci, boemi, ungheresi.

vera-pozzo-cortile-fontego-tedeschi.JPGcortile interno del Fondaco dei Tedeschi.jpgFondaco dei Tedeschi - vera da pozzo.jpgJacopo de Barbari - Fondaco dei Tedeschi.jpgDalla veduta di De Barbari  si può dedurre la conformazione dell’eduificio alla fine del ‘400: si tratta di una grossa e complessa costruzione a diversi piani che si svolge attorno a due cortili interni principali, uno dei quali abbellito da loggiati, ed altri piccoli cortili secondari.

Tra il 1505 ed il 1508 tra lo Spavento e lo Scapagnini si ebbe una ristrutturazione che aumentava il tono della costruzione: divenne ancor più monumentale , imperniata tutta attorno al grande cortile, con al centro l’immancabile vera da pozzo.

Nella Serenissima il prestigio di una persona o di una famiglia era determinato non decorazione del Tiziano del Fondaco dei Tedeschi.jpgLa Giustizia del Tiziano.jpgLa Nuda del Giorgione.jpgsolo dal pregio architettonico degli edifici di proprietà, ma anche dalle opere decorative di altissimo livello: tra i più famosi che decorarono questo edificio (decorazioni che ora sono state trasferite alle Gallerie dell’Accademia) furono Giorgione e Tiziano.

Ci si può immaginare ora, andando alle Poste Centrali a Rialto, ( fondaco dei Tedeschi) tutte le facciate e gli interni dipinti da prestigiosi artisti!

Vittore_carpaccio,_miracolo_della_Croce_a_Rialto_01.jpgIl Fondaco dei Persiani, di cui ci rimane un’immagine nel “Miracolo della Croce” di vittore Carpaccio, anch’esso fittamente decorato sulle superfici della facciata, quasi come una stoffa, venne distrutto nel 1830.

 

Il fondaco dei Turchi  rappresenta il modello tipico della casa-fontego veneto bizantina. La sua costruzione risale al XIII secolo  come palazzo Fodaco dei Turchi.jpgambasciatore turco.jpgfondaco-turchi.jpg18-Fondaco-dei-turchi-01.jpgprivato del Pesarese Giovanni Palmieri , fu in seguito acquistata dall Repubblica per ospitarvi personaggi illustri ( Il marchese di Ferrara, l’Imperatore bizantino Giovanni Paleologo nel 1428, Alfonso ed Eleonora d’Este  nel 1562.

Sala d'Armi nel fondaco dei turchi.jpgDivenuto ancora proprietà privata nel 1621 lo Stato Veneto lo affittò come fondego ai Particolare del Fondaco dei Turchi.jpgPatera del Fondaco dei Turchi.jpgcommercianti turchi che lo usarono fino al 1838.

Ora è sede del Museo di Storia naturale di Venezia.

Capolavori d’arte, preziosi palazzi che comunque continuano a far parte del tessuto produttivo di questa città che tanti si affannano a dare per morta, ma che conserva in sè, nella sua struttura stessa, nella ricchezza artistica e nelle sue risorse umane un patrimonio ancora tutto da sfruttare.

 

I Fonteghi di Venezia, gioielli d’arte.ultima modifica: 2012-08-19T17:00:33+00:00da pierapanizzuti
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13 Commenti

  • I nostri complimenti per la passione e l’amore che si respira leggendo tra le righe delle varie colte dissertazioni sulla nostra affascinante ex Capitale. Sarebbe un onore averti nel nostro Comitato. SaMarcho

  • Dolce Piera scusami sono fuori fase, fontego dei Persiani a Rialto? il miracolo della croce a Rialto? ritratto da Vittore Carpaccio detto Scarpazza?,io ho sempe saputo che il miracolo della croce avvenne nel rio di S.Lorenzo e il pittore che lo immortalò fu Gentile Bellini.Sono in confusione?ho ancora la testa nella pegola? Fammi sapere ciao luciano

  • Caro Luciano, evidentemente hai fatto confusione: il Miracolo della Croce è di Vittore Carpaccio, e raffigura la processione a S. Lio (vicinissima a Rialto, come tu sai). Ecco, lì è rappresentato il Fondaco dei Persiani che è stato distrutto nell’800. Un abbraccio affettuoso, ciao, Piera

  • Grazie Pietro Alvise, mi piacerebbe conoscere la Vostra Associazione…veramente tanto, e l’onore sarebbe mio! Un caro saluto e a presto, spero, Piera

  • Dolce Piera il miracolo(leggenda) che Tu scrivi è tutta altra cosa quasi sconosciuto sucesse sopra il ponte a S. Lio, e il pittore fu Giovanni Mansueti.Il vero e conosciuto miracolo della Croce avvenne sopra il ponte di S. Lorenzo e canale sottostante (vicino questura centrale) il pittore fu il grandissimo Giovanni Bellini,il grandissimo Scarpazza non dipinse mai il miracolo della croce.I due miracoli non posso trascriverli per le famose manette Se Tu la vai a leggere è bellissima (quella del miiracolo della croce a S.Lorenzo ciao grazie e ti voglio tanto tanto bene luciano alla prossima (scasami se ci sono errori)non posso fissare molto

  • Vedi Luciano, mi sembra giusto chiartirti: Io ho citato e messa la foto del quadro di Vittore Carpaccio: Il Miracolo della Croce, che rappresenta S. Lio, proprio perchè in quel quadro si può vedere il fondaco dei Persiani. Quello del Mansueti è un telero che si intitola: Il miracolo della vera Croce, mentre quello del Bellini si intitola: Il miracolo della croce a San Lorenzo. Sono tre teleri diversi, eseguiti dai tre pittori per la Scuola Grande S. Giovanni Evangelista.
    Questi ultimi due quadri non danno la medesima immagine, per cui non mi servivano assolutamente per indicare il luogo ov’era edificato il fondaco. Ecco tutto. Vai a vedere in tutti i librui di pittura e vedrai che il grandissimo Carpaccio ha dipinto il miracolo della Croce più famoso ed importante.
    Un saluto caro, e rimettiti in fretta, ciao, Piera

  • Ciao Dolce Piera quello ch ai messo io vedo il pontr di Rialto e non S.Lio.il quadro del Bellini si trova all’ Accacademia,spero un giorno di portarti a vederlo .qui terminiamo le nostre focose guerre ciao a presto luciano

  • Vero che il quadro raffigurante il miracolo a S. Lio è del Mansueti, quello che ho pubblicato io è di Vittore Carpaccio e si rifà al miracolo della croce a rialto, mentre quello del Bellini riguarda un miracolo della croce a San Lorenzo: sono tre miracoli diversi, commissionati a tre autori diversi, e come ripeto, il più famoso è quello del Carpaccio ( strano che tu ne ignorassi l’esistenza). Tutti e tre sono stati commissionati dalla Scuola di San Giovanni Evangelista, dove veniva conservata la reliquia, ed ora tutti e tre, con la reliquia, sono conservati presso le Gallerie dell’Accademia. Ciò non toglie che il quadro unico che rappresenta il fondaco dei Persiani, distrutto nel 1800 circa sia quello di Vittore Carpaccio! Con calma scriverò la storia dei diversi miracoli delle reliquie della Croce. Un cao saluto, Piera

  • Sono inventariate in un libro le iscrizioni dei commercianti nel Fontego dei Tedeschi. Ora che ne farà Benetton? Penso spariranno fra l’oblio di un mondo ormai senza cultura….

  • Bellissima ed esauriente questa descrizione! Complimenti Piera, avevo sempre desiderato saperne di più.

  • Bellissima ed esauriente questa descrizione! Complimenti Piera, avevo sempre desiderato saperne di più.

  • Bellissima ed esauriente questa descrizione! Complimenti Piera, avevo sempre desiderato saperne di più.

  • Scusa il ritardo nella risposta: ti ringrazio davvero per il tuo apprezzamento e spero che tu abbia voglia di leggermi ancora in seguito. Per ora un caro saluto,

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