Un grande pittore tra le grandi famiglie di artisti veneziani: Francesco Guardi

canaletto3.jpgGiovanni_Battista_Tiepolo_061.jpgA Venezia vissero, lavorarono e prosperarono famiglie di pittori: basta pensare ai Tiepolo, padre e figli, e la stessa era imparentata con i Guardi: Antonio Pellegrini aveva sposato una sorella di Rosalba Carriera, Sebastiano e Marco Ricci erano zio e nipote, come pure il Canaletto e Bernardo Bellotto, e Pietro ed Alessandro Longhi erano padre e figlio.

Gian Antonio Guardi 1.jpgGian Antonio Guardi.jpgTra tutte queste famiglie, in onore anche alla mostra che viene ora Gian Antonio Galli 3.jpgprorogata al Museo Correr, desideravo parlare dei Guardi: figli di Domenico, pittore,  lavorarono presso la sua bottega Gian antonio (1699-1762) e Francesco(1712-1793). Dei due il più famoso e conosciuto fu Francesco, a cui la mostra è dedicata, ma non è giusto trascurare il primogenito.

Giovanni_Antonio_Guardi_002.jpgDivenuto a diciassette anni erede della bottega del padre, e nominato, nel 1753 Socio dell’Accademia delle Belle Arti e muore nel 1760. Tipico rappresentante dell’arte rococò, al tramonto alla metà del settecento, in cui i personaggi si alternano nel quadro in un’atmosfera irreale, suggerita dall’invenzione decorativa dove ogni sentimento viene declamato con con arcadica tenerezza e sottile languore.

Il suo capolavoro sono i pannelli che coprono il parapetto dell’organo della Chiesa dell’Angelo Raffaele, meraviglia per la forza di concentrazione di ogni elemento stilistico e la fusione con l’atmosfera, tuttsa vibrante e vaporosa nell’esaltante accostamento del paesaggio con la figura, tra i toni rosa dorato  e azzurro cielo, lacche rosse e bleu cobalto fusi in una sensibilissimma gamma cromatica.

I personaggi non sono plastici, anzi, come tutto il paesaggio sono esse stesse atmosfera, liberate del loro peso, della propria struttura , tutte, fino all’ultima figuretta del quadro sulla linea dell’oriuzzonte in una irreale lontananza.

Francesco Guardi 4.jpgFrancesco Guardi -ritratto di Pietro Longhi.jpgFr_Guardi_Fiori_.jpgfrancescoguardi1.jpgFrancesco Guardi, durante il tirocinio nella bottega del fratello guarda con occhio attento gli altri pittori dell’epoca, in particolare Marco Ricci, Michele Marieschi e il Canaletto. Attraverso le loro opere ha un’indicazione per scoprire una realtà nuova mediante una osservazione diretta della natura che il Guardi sa trasfigurare volta per volta secondo un inconfondibile estro creativo, portato ad una liricità aerea, vibrante ed emotiva.

Francesco Guardi 5.jpgFrancesco Guardi Il ridotto.jpgPoco tempo dopo il 1750 si avverte una svolta nella pittura veneziana: nel 1747 Bellotto era partito per Dresda, nel 1755 Canaletto tornava dopo un lungo soggiorno a Londra, nel 1762 Tiepolo partiva per la Sopagna, in questo tempo si matura una crisi che era nell’aria e che investe oltre che il costume anche l’arte.

Francesco-Guardi.jpgFrancesco Guardi vive a modo suo questa evoluzione prediligento Francesco_Guardi_042.jpginterpretazioni tutte proprie delle luci e delle gamme cromatiche più impensate per afferrare le vibrazioni atmosferiche più intime e sognanti.

Le vedute di Francesco Guardi si distinguono nell’inquadratura, nei rapporti prospettici, nell’intenswità lirica del colore che assume rispetto alla nitida lucidità e alla cristallina compostezza di quelle del Canaletto. D’altro canto il fluire della fantasia è serrato e conciso, non si perde nel sogno , è peerfettamente composto entro la forma, specchio del proprio tempo , come nelle opere di Scarlatti e di Vivaldi.

Francesco-Guardi,-un-invito-al-Museo-Correr001big.jpgFrancesco Guardi Concerto di Dame.jpgNel 1782, già settantenne, riceve l’incarico dall’Ispettore alle Belle Arti di documentare, attraverso una serie di quadri le cerimonie svoltesi ai SS. Giovanni e Paolo  in onore di Pio VI e le feste in onore dei principi russi Paolo Petrovitz e Maria Teodorowna, parenti dello zar, chiamati i Conti del Nord.

D’una grazia mondana e da minuetto ci appare il noto “concerto”(ora alla Pinacoteca di Monaco): sulla sinistra, sotto un palco, scorgiamo un’orchestra d’archi composta da donne e al di sopra un coro femminile con le partiture in mano. Nel centro, sullo sfondo rosso del pavimento , appaiono le figure delineate con la stessa grazia con cui è concepita la decorazione della sala, daI lampadari, dalle specchiere, e dagli ornamenti ed affresco al soffitto.

francescoguardi1.jpgIn tutto ciò si può notare un soffio di sentimento, quasi una sorta di capriccio e di estro di espressione nata li per li , ed espressa senza nessun diaframma, per cui la pittura si compiace di sè stessa staccandosi dagli schemi obbligati, diviene “divertimento” in senso mozartiano, suggerito dal tema di Venezia, pieno di magie ed incanti.

 

 

Un grande pittore tra le grandi famiglie di artisti veneziani: Francesco Guardiultima modifica: 2012-12-13T19:12:32+00:00da pierapanizzuti
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