Giu 28, 2014 - Senza categoria    No Comments

L’espressione più viva ed autentica del 500 pittorico veneziano: Il Tintoretto!

TINTORETTOIl pittore veneziano per eccellenza, quello più rappresentativo e affascinante fu Jacopo Robusti detto il Tintoretto, a causa del mestiere del padre Giovanni Battista chcasa-tintorettoe lavorava nel campo della tintura della seta. Nacque a Venezia il 19 aprile 1519, e fu probabilmente l’ultimo grande pittore del rinascimento.

Il cognome Robusti sembra sia stato un soprannome che il padre si conquistò per il coraggio e l’energia con cui , durante ls guerra di Cambrai, si conquistò il padre, il cui cognome sembra fosse (come afferma Miguel Falomir, curatore del Museo del Prado) Comin.

Il Tintoretto venne soprannominato “il furioso”per la sua energia, per l’uso drammatico della prospettiva e della luce, e la sua casa, splendida e suggestiva si trova in fondamenta dei mori, non lontana dal campo dei mori a Cannaregio.

Tintoretto il rirovamento delle relkiqieTintoretto (1518-1594) si presenta alla pittura veneziana nel decennio in cui più viva era la polemica sul manierismo toscano-romano, gtra iul 1540 e il 1550, e già all’inizio della sua pittura va al di là delle regole classiche per divenire più reale e commossa, con una partecipazione mai vista prima di personaggi di ogni ceto sociale.

Tintoretto a Palazzo DucaleE la sua pittura è quella veneziana per eccellenza, impegnato più di tutti gli altri in una vastissima serie di opere pubbliche e private in Palazzo Ducale, nelle scuole, nelle chiese e persino sulle facciate dei palazzi: sembra che la pittura veneziana con Tintoretto straripò al dilà dei comuni termini per invadere con l’irruenza della fantasia in ogni campo del visibile.

Seguendo il suo estro artistico usando le tinte utilizzate per la seta, venne inviato, ancora adolescente, dal padre presso il laboratorio di Tiziano: ma il grande artista, vedendo alcuni disegni del possibile allievo, per paura del suo talento lo fece cacciare dopo pochi giorni da Girolamo, il capo dei suoi collaboratori.

ultima cena del Tintorettopresentazione di maria al tepio 1Passati pochi anni ecco che il Tintoretto stesso (da un documento del 1595) si firmò come “mastro Giacomo, depentor del campo de San Cassian”, ovvero diventa maestro  con studio indipendente in Campo S. Cassian, a S. Polo.

Ebbe la prima commissione da Vittor >Pisani, imparentato con Andrea Gritti cvhe intorno al 1541 in occasione delle sue nozze gli commissionò 16 tavole per la sua residenza di Campo S. Paternian, raffiguranti le metamorfosi di Ovidio.

Nell’aprile del 1548 venne collocata, sulla parete rivolta verso il Campo S. Giovanni e Paolo raffigurante il miracolo di S. Marco , lodato dall’Aretino: …..le cere, l’arie e le viste de le turbe , che la circondano sono tanto simili agli effetti ch’esse fanno in tale opoera, che lo spettacolo appare più tosto vero che finto”

Liberazione dello schiavo del TintorettoNel 1547 Tintoretto,  trasferitosi presso la parrocchia di Santa Maia dell’Orto iniziò a collaborare con i canonici di S. Giorgio in Alga: in questa chiesa egli realizzò opere diverse, dalla decorazione dell’organo con la Presentazione di Maria al Tempio, alla Cappella Contarini.

Ma l’opera del _Tintoretto ha caratterizzato squisitamente gli inteerni e le sale diu Palazzo Ducale, il vero pittore veneziano per il palazzo più importante della Serenissima: da figlio di umile tintore a immagine vera dell’arte pittorica veneziana.

 

 

L’espressione più viva ed autentica del 500 pittorico veneziano: Il Tintoretto!ultima modifica: 2014-06-28T17:46:05+00:00da pierapanizzuti
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