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Feb 23, 2009 - Architettura, Leggende, Luoghi    No Comments

particolari…tà di Venezia

Ci sono degli elementi architettonici di Venezia che sono propri tipicamente di questa città e di questo scenario.

camini.jpgcamino veneziano.jpgcamini veneziani incisione.jpgGuardando in alto ecco che si possono vedere i tipici camini, qui infatti il termine camino si riferisce alla parte in muratura posta sopra il tetto, fatta per far uscire i fumi dalla casa.

Il problema più grande per i veneziani era infatti quello di far uscire il fumo senza però far entrare l’umidità, specialmente della nebbia, e la salsedine.

imagesCAMQULZF.jpgimagesCAC3VRO2.jpgimagesCAC75L1C.jpgSi deve tenere poi conto della conformazione di Venezia costituita su 116 isole circondate da 176 rii, con le abitazioni vicinissime le une alle altre e di differente altezza.

Ecco quindi l’esigenza di un marchingegno per estrarre il fumo dall’abitazione ma che doveva anche abbattere le scintille che a volte erano causa di furiosi incendi, (anticamente i tetti delle case erano ricoperti di paglia), e favorire inoltre la circolazione forzata dell’aria all’interno dell’abitazione.

Il suo funzionamento quindi si basava e si basa tutt’ora sull’accorgimento di mettere una tettoietta sulla parte superiore della canna fumaria, in modo da non far entrare la pioggia, e visto che per principio fisico l’aria calda sale, il fumo convogliato nella canna fumaria veniva spinto attraverso buchi laterali di questa canna, e convogliata allo schermo che ne circondava la parte terminale ad uscire superiormente. La forma di questo schermo determinava la forma del camino.

altana.jpgimagesCA6NQ0NF.jpgimagesCA1LTCJP.jpgOcchi sempre per aria, a continuare a guardare i tetti di queste case e palazzi: sopra un’altra sorpresa: piattaforme – terrazze fatte di legno e sostenute da pali, spesso decorate con piante, vasi colorati, fiori: sono le altane, di sapore piacevolmente orientale, osservatori straordinari sulla città

imagesCAAU8UY9.jpgimagesCA8PFNFI.jpgSalendo le scale di una casa veneziana, generalmente buie, si arriva ad una botola, basta aprirla ed ecco che il sole avvolge il fortunato che può affacciarsi a questa “terrazza”, illuminato da questa luce che a Venezia è molto particolare, luce da pittori, luce d’acqua, bagliori iridescenti, e la visuale….da togliere il fiato.

Poi ci si rituffa nelle strade di questa città, chiamate calli: ce ne sono di tutti i tipi, sghembe, larghe, strette, strettissime, tanto che per poter passare bisogna mettersi di lato, ed infine i sotoporteghi, che sono imagesCABZGQCM.jpgimagesCAYONNUB.jpgpassaggi sotto le case, e vanno di calle in calle, o in campiello, in campo, in corte.

imagesCAS2EPOG.jpgIl più famoso a Venezia è forse quello più basso, si trova alla Bragora, nel sestiere di Castello e sulla sua volta è incastonato un cuore di pietra:  a questo è legata una tenera storia, simile a molte altre che si raccontano nelle città di mare

Nella casa sopra il sotoportego viveva un pescatore, Orio. Come ogni sera uscì con la sua barca verso le bocche di Malamocco per gettare le sue reti..arrivato che fu nella zona di pesca il giovanè udì un lamento, ed una soave voce femminile che implorava aiuto.

calle stretta a _V.jpgCalle%20Stretta.jpgSpaventato il giovane  chiese se era una strega caduta in mare, ma all’improvviso dalle onde sorsero due mani e poi un viso incantevole di fanciulla: allora il giovane spostò la rete, ed una splendida coda di sirena si mosse, finalmente libera: la Sirena disse di chiamarsi Melusina.

I due giovani si innamorarono immediatamente l’uno dell’altra, e stabilirono di rivedersi ogni sera, tranne il sabato, per volere di Melusina. Passarono le settimane ed Orio non poteva fare a meno di vedere la sua bella innamorata. Era tanto innamorato che, nonostante il divieto della sirena, il quarto sabato andò, ma non vide la fanciulla. Rimase li in attesa finno a quando lo sciabordio dell’acqua attrasse la sua attenzione, e vide allora una serpe marina. Spaventato si ritrasse, ma la serpe gli parlò con la voce di Melusina e gli raccontò di essere vittima di un maleficio, per cui ogni sabato lei si trasformava in serpente.

imagesCA3AJR1J.jpgPoco dopo i due giovani si sposarono ed ebbero tre figli. La loro vita scorreva felice ed armoniosa, ma un giorno Melusina si ammalò e morì.

Disperato Orio la seppellì in mare, e continuò la sua vita di marinaio.

Ma ogni volta che tornava  trovava la casa in ordine, i figli accuditi, sembrava un miracolo.

Un sabato rientrò prima del solito e vide al centro della cucina una serpe..spaventato prese un’ascia e la uccise.

SOTT.2.jpgimagesCA695J8P.jpgPassarono i giorni e Orio si accorse che la sua casa non era più accudita, così come i suoi tre figli, ed allora si accorse, con orrore, di aver definitivamente ucciso Melusina.

sottoportego alla bragora con il cuore.jpgPer ricordare questa dolce e tragica vicenda un cuore di pietra venne incastrato li dove c’era la casa dei due sfortunati sposi.

 

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