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I mercanti di Venezia e i primi Banchi di Pegni

nave di mercanti.jpgNel 500 a Venezia si commerciavano, accanto ai prodotti provenienti dall’Oriente, quelli  come l’olio di Puglia, i vini di Malvasia, uva passa di Zante e Cefalonia, mercurio dell’Istria e zolfo delle Marche.

Non basta, a Venezia giungevano mercanti tedeschi che venivano per acquistare i prodotti delle sue manifatture, come lo zucchero raffinato, il sapone, vetri muranesi, damaschi, velluti e soprattutto “ormesini” tessuti di seta che dalla loro destinazione erano detti  ” da Fontego”.

la Zecca.jpgInfine Venezia con i suoi 150.000 abitanti e l’alto tenore di vita doveva essere considerato un mercato interessante per le tele di lino tedesche e per i prodotti di metallurgia di Norimberga, mentre la sua Zecca ( la cui sede si trova accanto alla Biblioteca Marciana a San Marco) assorbiva grosse partite d’argento dal Tirolo e del Rame dall’Alta Germania.

Fondaco dei Turchi.jpgFondaco dei Tedeschi.jpgI mercanti stranieri potevano usufruire di fondachi, cioè magazzini con accesso all’acqua, come il Fondaco dei Tedeschi (ora Poste centrali di Rialto) o il fondaco dei Turchi, ora sede del Museo di Storia Naturale.

C’è da notare che i mercanti veneziani spesso, in Oriente ,pagavano gran parte dei loro prodotti con altre merci, come il riso, carta della Riviera di Salò, manufatti esteri come coltelli e tele di lino tedesche, o panni grossolani inglesi ( le cosidette carisee).

mercanti veneziani 3.jpgmercanti.jpgfondamenta dei Ormesini.jpgMa il grosso dell’esportazione veneziana in Oriente era costituita da prodotti veneziani come lo zucchero raffinato, il sapone, specchi, conterie, e specialmente i cosidetti “pannilana”, tessuti pregiati di seta.

ghetto_ebraico.jpgMa agli inizi del 600 si ebbero dei decrementi notevoli negli scambi, per cui i mercanti avevano bisogno di qualcuno che prestasse loro denaro, naturalmente coperti con un pegno: e gli unici che svolgevano questo mestiere erano gli ebrei, chiusi  nel loro ghetto, i quali non erano ben visti dai dogi e dalla nobiltà Veneziana, che comunque ne aveva bisogno.

Nel 1700 venne regolamentato anche il sistema, per cui i banchi dei pegni potevano prestare denaro al popolo fino a tre denari (poi innalzati a sei), con l’interesse del 5%, mentre si creò il progetto di costituire un Monte di Pietà, mercanti veneziani 1.jpgmercanti veneziani 5.jpgquesto naturalmente destinato ai ricchi mercanti più facoltosi, per il cui il prestito era compreso dai 10 ai 400 ducati (in alcuni casi, previa autorizzazione anche 1000) per operazioni da erogarsi dietro rilascio di pegni costituiti da mercanti veneziani.jpgdrapperie, biancheria, ori, argenti, preziosi.

img139.jpgIn alcuni casi, come nel “Mercante di Venezia” anche altri pegni, molto più drammatici e terribili, non certo casi reali ma soltanto frutto del genio di Shakespeare!

 

Feb 1, 2009 - Luoghi, Mestieri    2 Comments

Lo squero di San Trovaso

Squero_di_San_Trovaso.jpg

 

Dal Ponte dei Pugni facciamo pure una deviazione a destra: in cinque minuti di cammino possiamo trovare la Venezia veramente antica nei suoi mestieri, rappresentata dall’ultimo squero di S. Trovaso (lo squero è il cantiere dove si fabbricano le gondole -da squara, l’attrezzo adoperato per costruire le imbarcazioni) che è rimasto tale e quale da quando furono fabbricate le prime, allora colorate e poi, dopo la strage della peste del Cinquecento, rigorosamente nere per lutto.
L’edificio che ospita lo squero ha la forma tipica delle case di montagna. Sia i carpentieri quanto il legname provenivano dal Cadore e  ma anche l’inclinazione del piazzale e la tettoia erano utili in caso di pioggia, oltre che come deposito per gli strumenti di lavoro.
Il tempo di rimanere incantati davanti a quella costruzione antica in legno ed ammirare il paziente lavoro degli operai che costruiscono le gondole.
12 -Lo squero in una stampa antica.jpg
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