Venezia: la “straordinaria” consuetudine di un gondoliere in una città magica!

gondoliere 5Essere veneziani, quelli veri, è uno stato di grazia, un essere cresciuti un modo particolare, aver vissuto situazioni e sensazioni che in qualsiasi altra città è impossibile vivere; La fortuna di aver conosciuto una donna ironica, bellissima, intelligente, figlia di un gondoliere è un tesoro che  si può  condividere attraverso il racconto di  delicati momenti da lei vissuti.

gondoliereFiglia di un gondoliere ha testimoniato , con le sue evocazioni, la vita semplice ma anche emozionante e ricca di suggestioni della gente del popolo veneziano.

C. Naya, Gondoliere, Venezia 1880 ca., albumina, 190x250La donna di cui parlo , Vittoria, se ne è andata da diversi anni, così come suo marito, artista importante, grande incisore, autore di barene essenziali, bellissime, ma anche critico d’arte e poeta, e proprio attraverso una sua poesia desidero trasmettere il suo delicato racconto dedicato al suocero ” Me Misser”, che è un messaggio estremo d’amore alla sua dolcissima compoagna : Lui è Manlio Alzetta, artista importante che è rimasto nel cuore dei veneziani, e ancor più dolce arriva al cuore quella immagine di padre gondoliere e figlia, uniti e cullati dallo sciabordio della laguna e da tanto, tanto amore:

” Me missier ” (mio suocero)

Me morosa, fia de gondoliere de parada
del so zorno più belo me contava:

Mio pare, de riposo dal tragheto
a inizio de zornada
comprava vin, gazosa e bon sguazeto
e un fià de peverada.

Ciapà per man el so “anzoleto”
(cussì lu me ciamava)
me meteva a pagiol sul stramaseto
piantà el remo, la gondola ligava;
brazi desnui, braghe al zenocio, in testa un fazoleto
el se dava a netar, che tuto slusegava.

Sfinio ma sodisfà un bacio el me s’ciocava
mangiavimo, bevevimo come fusimo a bancheto
Lu dopo fumava e mi co l’acqua zogava.
El batassio intanto la gondola ninava e lu in falseto
na vecia barcaroila el me cantava.
Co’l sol drio buran se nascondeva vegniva su frescheto
e la laguna de fogo diventava
spiantà il remo dal palugo, nel silenzio queto
contenti a casa se tornava.

barena di Manlio AlzettaSplendida venezia e splendidi veneziani!!!!!

 

 

Venezia e il suo straordinario ruolo nel rinascimento della musica europea!

angeli musicantiartistiNel cinquecento si sviluppa il grande e importante rinascimento veneziano: al Teatro, che assieme alla pittura e scultura sono famosi in tutta Europa, si aggiunge la musica.
Questa è forse l’arte più complementare a questa città, come dice G. Fiocco: l’immagine di Giorgione suonatore di liuto nei concerti campestri e delle Veneri di Tiziano accanto alle melodie dell’organo restano emblemi della civiltà del Rinascimento a Venezia.

Il legame del teatro e la musica nella comnposizione unitaria del melodramma costituisce la sintesi di due aspetti determinanti di tutto lo sviluppo del rinascimento a Venezia: le arti figurative, la scenografia e la letteratura fatta roprattutto di immagini e di sentimenti , si trasformano per incanto in una unità suprema , inafferrabile e aerea nella musica, nella tendenza a trasfigurare la passione nella esaltazione lirica più sognante che realistica, nella declamazione che si abbandona con piacere all’onda del sentimento.

La musica a Venezia aveva trovato il suo prezioso centro spiriturale tra le volte dorate della Baslica di S. Marco , li dove la l’espessione musicale acquista nella scuola marciana per la musica strimentale e per la creazione di un nuovo genere tanto fortunaato a Venezia quale il melodramma.

Angelo musicante 4La presenza frequentatissima di angeli musicanti nella pittura veneziana su tavola e ad affresco del trecentoi e del quattrocento proviene dalla costante rappresentazione della mjusica in quest’epoca: essa viene intesa con un sorriso soave di magia e quindi per la sua dolcezza trasferita agli angeli come qualcosa che non appartiene alla sfera terrestre, ma la sfora appena e ha il potere di dare un’immagine di quella celeste.

Contesa tra le muse e le PieridiQuando la musica è investita dalla forza del pensiero umanistico, alla fine del quattrocento, si avverte il trapasso anche in pittura, !S. Agostino nello Studio”nella scuola di S. Giorgio degli Schiavoni , eseguito dal Carpaccio nel 1502 è circondato da preziosi codici miniati , dalle statue rinascimentali e gli innumerevoli oggetti cche denuncianho la disposizione della mente alla ricerca umanistica, quali sintomi nitidi, ed ha ai suoi piedi due partiture musicali, di cui uno di carattere sacro, e quella a carattere profano,

La presenza dei senatori di liuto, lo strumento prediletto de cinquecento o di altri strumenti di concerto in soggetti profanui di Giorgione, Tiziano e dei maggiori pittori veneziani.Basilica di S. MJarco a Venezia

Angelo musicante 1artistiNel cinquecento si sviluppa il grande e importante rinascimento veneziano: al Teatro, che assieme alla pittura e scultura sono famosi in tutta Europa, si aggiunge la musica.
Questa è forse l’arte più complementare a questa città, come dice G. Fiocco: l’immagine di Giorgione suonatore di liuto nei concerti campestri e delle Veneri di Tiziano accanto alle melodie dell’organo restano emblemi della civiltà del Rinascimento a Venezia.

angeli musicante 7Il legame del teatro e la musica nella comnposizione unitaria del melodramma costituisce la sintesi di due aspetti determinanti di tutto lo sviluppo del rinascimento a Venezia: le arti figurative, la scenografia e la letteratura fatta roprattutto di immagini e di sentimenti , si trasformano per incanto in una unità suprema , inafferrabile e aerea nella musica, nella tendenza a trasfigurare la passione nella esaltazione lirica più sognante che realistica, nella declamazione che si abbandona con piacere all’onda del sentimento.

angelo musicante 2La musica a Venezia aveva trovato il suo prezioso centro spiriturale tra le volte dorate della Baslica di S. Marco , li dove la l’espessione musicale acquista nella scuola marciana per la musica strimentale e per la creazione di un nuovo genere tanto fortunaato a Venezia quale il melodramma.

La presenza frequentatissima di angeli musicanti nella pittura veneziana su tavola e ad affresco del trecentoi e del quattrocento proviene dalla costante rappresentazione della mjusica in quest’epoca: essa viene intesa con un sorriso soave di magia e quindi per la sua dolcezza trasferita agli angeli come qualcosa che non appartiene alla sfera terrestre, ma la sfora appena e ha il potere di dare un’immagine di quella celeste.

Vittore_carpaccio,_visione_di_sant'agostino_01Quando la musica è investita dalla forza del pensiero umanistico, alla fine del quattrocento, si avverte il trapasso anche in pittura, !S. Agostino nello Studio”nella scuola di S. Giorgio degli Schiavoni , eseguito dal Carpaccio nel 1502 è circondato da preziosi codici miniati , dalle statue rinascimentali e gli innumerevoli oggetti cche denuncianho la disposizione della mente alla ricerca umanistica, quali sintomi nitidi, ed ha ai suoi piedi due partiture musicali, di cui uno di carattere sacro, e quella a carattere profano,

Angelo musicante 3La presenza dei senatori di liuto, lo strumento prediletto de cinquecento o di altri strumenti di concerto in soggetti profanui di Giorgione, Tiziano e dei maggiori pittori veneziani.

Il Canale dell’Orfano : il primo ed unico accesso dal mare per le navi a Venezia!

canale dellorfano a VeneziaIl Canale degli Orfani è un canale navigabile della laguna di Venezia ed è l proseguo del Canale Santo Spirito: inizia dall’Isola di Santo Spirito e scorrendo parallelamente al Lido converge con il bacino di S. Marco nel canale di S. Nicolò all’altezza di S. Servolo.

nave venezianaVenezia_laguna_vista_satellite-1200Il canale è quindi parte del percorso che permette di raggiungere Venezia dalla parte di Malamocco, la quale, fino all’ottocento era l’unico degli accessi lagunari e garantiva un passaggio sufficiente per le grandi imbarcazioni , e questa via acquea è attestata per la prima volta in un documento del 1109 in cui l’isola di S. Servoilo è descritta :come in capite aquarioli iuxta canalem orphanorum .

La descrizione le attribuisce povertà d’acqua (orfana?!) ma forse si rifà al fatto che mai tante navi franche, genovesi e quindi di pirati vennero distrutte da quelle veneziane, creando tanti orfani dei nemici che venivano distrutti e annegavano.

Canale degli orfani a Veneziala Serenissima che per sua natura era laica, quindi poco propensa alle condanne per eresia, per canale dell'orfano a S. Marcocompiacere i papi dell’epoca usarono quelle acque per le esecuzioni tramite annegamento.

Giu 27, 2015 - Senza categoria    No Comments

il canale dell’orfano

Il Canale degli orfani a Venezia: il primo ed unico accesso per le njavi alla Serenissima!

Canale degli orfani a VeneziaIl Canale degli Orfani è un canale navigabile della laguna di Venezia ed è l proseguo del Canale Santo Spirito: inizia dall’Isola di Santo Spirito e scorrendo parallelamente al Lido converge con il bacino di S. Marco nel canale di S. Nicolò all’altezza di S. Servolo.

Venezia_laguna_vista_satellite-1200Il canale è quindi parte del percorso che permette di raggiungere Venezia dalla parte di Malamocco, la quale, fino all’ottocento era l’unico degli accessi lagunari e garantiva un passaggio sufficiente per le grandi imbarcazioni , e questa via acquea è attestata per la prima volta in un documento del 1109 in cui l’isola di S. Servoilo è descritta :come in capite aquarioli iuxta canalem orphanorum .

canale dellorfano a VeneziaLa descrizione le attribuisce povertà d’acqua (orfana?!) ma forse si rifà al fatto che mai tante navi franche, genovesi e quindi di pirati vennero distrutte da quelle veneziane, creando tanti orfani dei nemici che venivano distrutti e annegavano.

canale dell'orfano a S. Marcola Serenissima che per sua natura era laica, quindi poco propensa alle condanne per eresia, per compiacere i papi dell’epoca usarono quelle acque per le esecuzioni tramite annegamento.

Il Palio delle Repubbliche marinare

Anticamente le più potenti repubbliche marinare italane erano in lizza tra di loro per il dominio sui mari, e questa rivalità portò vantaggi a tutti gli stati italiani, alla capacità di conoscenza e di acquisizione di merci raffinate e fino ad allora sconosciute. Nel 1955 i rappresentanti di queste quattrio città si riunirono ed indissero la celebrazione di questi splendidi esempi di capacità marinare e mercantili , attraverso una regata. Quest’anno la celebrazione avverrà a Venezia, questo pomeriggio, e la vincitrice uscente è proprio l’armo della nostra città.

Le repubbliche marinare di Amalfi, Pisa e Genova furono le antagoniste più dirette dello sviluppo mercantile di Venezia
 nel vasto teatro di interessi del Mediterraneo orientale. Si trattava spesso di atti di guerra, improntati ad un’aspra rivalità, specie con Genova che fu più a lungo rivale di Venezia dopo il tramonto di Amalfi e Pisa.

Amalfi aveva preceduto la Serenissima nei mercati d’oriente e in primo luogo con i Saraceni, con i quali ebbe aspre lotte per imporre una serie di privilegi per ordine mercantile invidiati da altre Repubbliche marinare.

La rivalità tra Amalfi e Venezia si ebbe soprattutto per gli scambi nei porti dell’Asia minore, ed in particolare con Costantinopoli, dove Amalfi possedeva dal XII secolo un proprio scalo ed un proprio quartiere, vicino a quello dei veneziani.

La piccola Repubblica ha anche il vanto di aver dato con la “tabula amalfitana” la prima codificazione delle leggi marittime che tanto interesse assunsero nel settore del diritto commerciale. Ben presto, nel XIII secolo la potenza di Amalfi andò declinando a causa della spietata lotta di Pisa, portata fino alle estreme conseguenze.

Un saluto suggrestivo da Venezia e dai suoi fortissimi vogadori!!!!!!

 

 

 

 

 nave genovese

Il primo e raffinato testimone e narratore della nascita di Venezia

Cassiodoro 0Il primo e magico narratore ed illustratore di Venezia fu il prefetto Flavius Magnus Aurelius Cassiodoro, nato a Squillace nel 490 circa e morto nel 580 circa a Vivario.

Uomo di raffinata cultura, nipote di Cassiodoro II che aveva guidato l’ambasceria papale di Leone Magno a fermare l’invasione di Attila in Italia.

Cassiodoro 2Cassiodoro fu dapprima questore, nel 514 console, e nel 523 magister officiorum (ministro per la politica interna dei governi che si succedettero da Teodorico a Vitige. Nell’anno 537 Cassiodoro scrisse una lettera ai veneziani per elogiare l’abbondante raccolto di vino ed olio, invitandoli ad invare derrate a Ravenna, capitale del regno ostrogoto. A tale invito aggiunse i suoi elogi sulla nascente venezia e la rettitudine civile e morale che la contraddistingueva.
Il prefetto elogiava inoltre la mancanza di invidia tra le categorie sociali, avendo esse le medesime tipologie di abitazioni, stessa nutrizione,, pesce in prevalenza, e ogni cittadino è dedito alla principale occupazione basata sulla produzione e commercio di sale, oltre alla costruzione di navi ed il commercio.

casoni-laguna-MaranoPerfetta la sua descrizione della laguna, dove, navigando su un mare di erba, apparivano ogni tanto le abitazioni, con i tetti in paglia da cui , come una prolunga, si potevano osservare le barche invece dei muli..legate all’esterno .una venezia splendida e misteriosa!

3bis-barenaEgli divenne prefetto con Alarico, fu consigliere di Amalasunta, Teodato e Vitige durante la burrascosa del Rego Goto.
Queste vicende le narrò nella Sillage(comosta da dodici libri) intitolata Variae (537).

1bis-Venezia nata dal nullaI commenti e le narrazioni di Cassiodoro , attento osservatore e Cassiodoro 4appassionato di questa città, come egli affermò “nata dal nulla”rimangono come testimonanza della nascita di una civiltà che divenne un esempio per tutta l’Europa conosciuta , sia per l’evoluzione, l’arte, la cultura, la giustizia e la lungimiranza, paladina dei diritti umani, primo stato che rifiutò la schiavitù e, specialmente aperta a tutte le altre culture….gente aperta, curiosa, attenta e priva di preclusioni di sorta!!! un mondo splendido e ricco di fermenti e di persone straordinarie!!!!!

La fortissima artiglieria Veneziana

Arsenale 1L’Arsenale di Venezia, il più importante luogo  dove la Serenissima costruì la sua potenza sui mari , oltre che ospitare la costruzione delle navi, dei cordami e di tutto ciò che componeva la potenza navale di quella straordinaria Repubblica, era anche la sede delle costruzioni  delle armi veneziane e delle rispettive munizioni.

Il reparto fonderia ed il reparto polveri furono tra i settori più importanti in seguito all’entrata in uso delle armi da fuoco.

cannoniI veneziani usarono perla prima volta le artiglierie navali nel 1349 battendosi contro i genovesi presso Capo Alger (Sardegna): in terraferma usarono le artiglierie nel 1376 contro Leopoldo d’Austria, sotto la piazza di Quero (Treviso).

ARTIGLIERIA VENEZIANA 1Nel 1390 furono trasferite nell’Arsenale le fonderie che prima erano nel “Getto” o “Ghetto”, la località del Sestiere di Cannaregio poi destinata a sede della comunità ebraica; le fonderie in bronzo furono sistemate nell’angolo meridionale, verso l’ingresso, mentre il reparto per la confezione delle polveri fu situato nell’angolo orientale verso il convento di S. Daniele.

Le fonderie in bronzo rimasero sempre nello stesso luogo e furono dirette per venticinque generazioni dalla celebre famiglia degli Alberghetti, autori di veri capolavori dell’arte deella fusione. Quando nel 1660 entrarono in uso le artiglierie in ferro  si preferì far arrivare i cannoni direttamente dalle officine prossime alle miniere, nelle valli bresciane.

Il reparto polveri, per ovvi motivi di segretezza fu mantenuto costantemente nell’arsenale, anche se la pericolosità era oltremodo presente: il 14 marzo del 1509 vi fu uno scoppio ed un conseguente fortissimo incendio che danneggiò  anche il convento di S. Donato, adiacente a quell’asrea.

In seguito la parte pirotecnica venne spostata all’angolo opposto, vicino al convento della Celestia , ma il 15 settembre del 1539 un altro violento incendio distrusse i capannoni del reparto e il muro di cinta, danneggiando chiese e conventi vicini. Si decise allora di confezionare e conservare le polveri in luoghi isolati, come l’isola di S.Angelo Caotorta, della apppunto “della polvere” nei pressi di S. NIcolò del Lido.

artiglieria veneziana 3All’interno dell’Arsenale rimasero quindi le fonderie , ampliate mnel 1539, e i depositi di cannoni e munizioni: nelle sale d’armi costituite in sei ampi ambienti erano depositate le armi da taglio e da fuoco portastili; vi venivano organizzati anche banchetti in onore di ospiti illustri come Enrico III re di Francia nel 1574. Il parco delle artiglierie e delle nomnarde4 , situato lungo la via “stradal campagna” era disposto con tanta arte da essere definito “giardino di ferro”: esso fu oggetto di ammirazione ancdhe per visitatori stranieri, come Amelot de la Houssaye, che visitò lo’Arsenale nel 1677 e Charles de Brosses, che la visitò nel 1739 e che ne dettero una interessante descrizione.

artiglieria venezianaNel 1772 fu ordinato un “Museo dell’artiglieria” con i pezzi più antichi e pregevoli. Secondo la relazione di Costantino Veludo al momento della caduta della Repubblica esistevano depositate in Arsenale 5.293 bocche di fuoco, delle quali 2,518 in bronzo.

RTIGLIERIA VENEZIANA 4Venezia, la Serenissima orgogliosa, aperta al resto del mondo, all’avanguardia anche per quanto riguardava le armi, la sua artiglieria potente che le permise di diventare la Regina del Mediterraneo attinse all’ingegno dei suoi ingegneri, dei suoi lavoratori, della fedeltà estrema dei suoi arsenalotti e pose i suoi simboli sulle coste dell’Adriatico e delle sue isole, simboli che tutt’ora rimangono!

L’epifania a Venezia: lo straordinario omaggio dei Magi alla Sacra Famiglia!

befana-casarisvegliL’epifania a Venezia ha tutta una sua manifestazione, diversa dalla terraferma, per svariati motivi. Nella città lagunare il significato è prettamente legato ai magi, e anche all’antica leggnda popolare che narra la storia di una vecchina che, interpellata dai tre magnifici e potenti re sulla strada da percorrere per raggiungere la sacra grotta si intimorì, e non ebbe il coraggio di seguirli per adorare il bimbo divino.

Dispiaciuta della decisione presa, le vecchina pensò bene di preparare dolciumi e portarli in tutte le case dove c’erano bambini, sperando così di trovare tra questi anche Gesù.

falòMa l’origine di questa festa è, come spesso accade, legata ai riti pagani compiuti per propriziare nelle zone agricole dei buoni raccolti: il significato di Epifania riguarda le manifestazioni della divinità, ed in questo caso si riferiscono al periodo che va da Natale al 6 gennaio: dodici notti e la sera dell’epifania è proprio la dodicesima notte: in questa notte, attraverso i “pan e vin” in veneto, o i falò nelle altre regioni si brucia la vecchia: la vecchia annata, il vecchio raccolto, per propiziare attraverso la purificazione del fuoco la nuova annata di raccolti ancor più opulenti e rassicuranti.

inizio-sfilata-re-magiDalla tradizione cristiana la Serenissima volle ricordare la visita dei Magi alla Sacra sfilata-re-magiFamiglia, e per questo motivo il meraviglioso orologio della torre , alle dodici in punto del 6 gennaio ( la seconda manifestazione avviene all’Ascensione) si anima della apparazione di un angelo seguito dai tre potenti e saggi re !!!!! è una scena da vedersi, da godersi, splendida ed emozionanate.

Epifania_bigNel pomeriggio i festeggiamenti cointinuano coin la regata derlle befane ( i gondolieri sono regata-befanatravestiti da vecchiette) e le barche in gare sono seguite da altre barche don i vogatori vestiti da Babbi Natale e da splendide e giovani befane.

Splendide immagini per la gioia di grandi e piccini e….Buona epifania a tutti!!!!!

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